Casasco: «Dopo Dedicata a te ora sostegno al ceto medio». Girelli critico

Il gioco politico è fatto di contrappesi, di dichiarazioni e posizioni che quasi mai tra maggioranza a minoranza collimano. E anche sulla «Carta dedicata a te» non ci sono eccezioni. Pieno sostegno all’operato del governo arriva infatti dal deputato di Forza Italia, nonché responsabile economico del partito, Maurizio Casasco: «Questo governo è intervenuto sul taglio del cuneo fiscale con 12 miliardi di euro, sul sostegno ai lavoratori della Pubblica amministrazione - si pensi al pagamento degli arretrati 2021-2024 per gl infermieri dei Pronto soccorso - e anche sulle partite Iva con la flat tax - le sue parole -. Adesso, grazie al rinvio dello strumento della social card, rinnova anche il suo sostegno nei confronti delle fasce più fragili della cittadinanza».

Un impegno a 360 gradi secondo il parlamentare «che ora però deve guardare al ceto medio, quella maggioritaria fascia di popolazione che silenziosamente e per anni ha portato sulle spalle la gran parte del peso del gettito fiscale». Si tratta di uno dei cavalli di battaglia storici di Forza Italia, «una battaglia liberale e la nostra ricetta economica per antonomasia - conferma Casasco -. Bisogna abbassare l’aliquota Irpef dal 35 al 33% e bisogna farlo subito senza attendere oltre, a partire dalla prossima legge di Bilancio».
Critiche
Quella stessa manovra che a fine 2024 ha rifinanziato la «Carta dedicata a te», «restringendo però la platea dei beneficiari e togliendo alcune spese fondamentali, carburanti e abbonamenti al trasporto pubblico, dal novero di quelle sostenibili con la misura - attacca Gian Antonio Girelli, deputato del Partito democratico -. In un Paese dove quasi 5 milioni di persone stanno rinunciando alle cure e alle diagnosi preventive per mancanza di risorse, dove sempre più spesso si rinuncia alla formazione o ai servizi per lo stesso motivo, dove le famiglie sono ogni giorno più in difficoltà nell’affrontare le spese della vita quotidiana, il governo si dimostra ancora una volta bravo solo nella comunicazione: annuncia il rinnovo dello strumento ma in realtà taglia le risorse destinate ad affrontare le difficoltà».

E secondo Girelli «una situazione così complicata richiede un patto istituzionale che permetta di fare un’indagine serie e capillare sulle necessità delle persone. Per fare questo bisogna però avere anche il coraggio di destinare le risorse che servono davvero, non diminuendo quelle stanziate».
L’ultima battuta l’onorevole del Pd la concentra sul salario minimo. «Bisogna intervenire sul lavoro ma non con linguaggio e visioni del passato - precisa -. Serve guardare al lavoro dell’oggi e alle sue problematiche, che in Lombardia non sono le stesse di quelle di altre parti d’Italia. Ecco perché per il Pd è fondamentale, ora esattamente come nel passato, saper entrare nello specifico delle singole situazioni, cercando di comprendere di volta in volta quali possano essere le misure più efficaci».
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