Cronaca

«Dati personali? Ecco fino a dove può arrivare un investigatore privato»

Intervista a Luciano Ponzi, a capo dell’omonima agenzia investigativa e presidente Federpol, dopo l’inchiesta della Procura di Napoli sui vip spiati
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Nell'inchiesta di Napoli è emerso che i dati sarebbero stati rubati e venduti da poliziotti infedeli
Nell'inchiesta di Napoli è emerso che i dati sarebbero stati rubati e venduti da poliziotti infedeli

Non è la prima volta, e probabilmente non sarà l’ultima, che agenzie di investigazione privata e uomini in divisa finiscono nel mirino della magistratura per fuga di dati sensibili. Un vero e proprio mercato sommerso.

L’ultimo caso è quello della Procura di Napoli che ha scoperto l’intreccio tra investigatori e esponenti delle forze dell’ordine. I primi chiedevano informazioni riservate e i secondi, tramite accesso alle banche dati, li fornivano dietro pagamento. E tra le vittime ci sono persone comuni e tanti vip. «Il 99% dei titolari di licenza opera con la massima diligenza e nel rispetto delle regole, non siamo agenti segreti, ma certifichiamo la realtà oggettiva di quanto vediamo con i nostri occhi» racconta Luciano Ponzi, investigatore privato bresciano e presidente nazionale di Federpol, la principale associazione italiana per investigatori.

Proviamo a fare chiarezza: chi può accedere alle banche dati?

Innanzitutto esprimo piena fiducia nella magistratura inquirente e nell’organo giudicante. L’investigatore privato ai sensi di varie leggi può accedere a determinate banche dati aperte autorizzate quali, a mero titolo di esempio, anagrafe comunale, Aci pra e, con delega del committente che ne abbia titolo, anche all’Agenzia delle Entrate. Naturalmente non può accedere alle banche dati governative interforze dove possono accedere solamente gli operatori di polizia con il proprio badge identificandosi, fa quindi riflettere come sia possibile che vi sia una mole di accessi così grande non giustificati – se le accuse sono fondate – e soprattutto non verificati.

Gli avvocati ricevono però spesso mail di investigatori con proposte di fornire dati bancari, Inps e situazioni patrimoniali. Sono dati che possono avere?

Un cittadino comune e quindi anche l’investigatore privato possono accedere anche a banche dati della pubblica amministrazione, ma nel rispetto delle norme, senza scorciatoie. Un investigatore privato può ottenere i dati bancari dalla semplice visura di un immobile al catasto e nella lettura delle note potrà reperire l’istituto di credito con il quale la persona ha acceso il proprio mutuo. Le indagini patrimoniali si fanno sempre nel rispetto della normativa e dei regolamenti.

Episodi di accessi abusivi a banche dati stanno aumentando soprattutto nelle cause di separazione. Fino a che punto la privacy, anche economica, può essere garantita?

I casi di cronaca degli ultimi anni sfiorano le attività investigative autorizzate, ma i casi Equalize, Brigata Fiore, ancor prima quelli emersi a Perugia e Bari, dimostrano che l’esfiltrazione di dati nella pubblica amministrazione è una pessima abitudine, ma gli autori non sono investigatori privati, gli autori sono dipendenti e fiduciari della PA, è bene sottolinearlo. Che possano esserci agenzie investigative coinvolte nell’acquisto di dati compromessi è ancora da valutare, almeno per quanto mi riguarda; che alcuni di questi individui coinvolti avessero una licenza di investigazione è relativo, nel senso che il problema sta a monte.

Luciano Ponzi
Luciano Ponzi

Badi bene, non giustifico chi acquista dati dei quali non conosca la provenienza, trattando noi, come categoria, per la maggior parte dati sensibili, ma la posizione sarà valutata nelle sedi competenti per ogni aspetto della vicenda e secondo ogni responsabilità. Lei come giornalista avrà le sue fonti informative, che da vostro codice deontologico e segreto professionale deve tutelare per il diritto di cronaca, mentre noi possiamo attivare una investigazione solamente in presenza di un legittimo interesse da esercitare. E dico: se una moglie deve separarsi e vuole verificare la situazione patrimoniale del marito è legittimata a farlo nel perimetro della legge. Differente se uno ha una persona che gli offre invece un accesso abusivo ad un sistema informatico.

Nell’ultimo anno sono state diverse le inchieste su spionaggio e dati venduti. Servono regole nuove?

L’Italia è un groviglio di regole e norme e serve solo rispettare quelle esistenti, tracciare e verificare, come già per altro si fa, gli accessi degli operatori della Pubblica amministrazione.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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