Per chi indaga sapeva di acquistare dati che non avrebbe potuto avere. Per questo un avvocato bresciano di 56 anni è tra gli 85 indagati dalla Procura di Napoli nell’inchiesta sul maxi giro di migliaia di accessi abusivi effettuati da appartenenti alle forze dell’ordine nelle banche dati nazionali.
All’avvocato bresciano viene contestato un capo di incolpazione: avrebbe ricevuto da Giuseppe Picariello, socio in un’agenzia di investigazioni e da ieri in carcere, due file «contenenti dati ed informazioni contributive e fiscali relativi» ad un uomo e «in particolare accertamenti in banca dati Inps» effettuati dal poliziotto Piermassimo Caiazzo, vice ispettore in servizio a Secondigliano finito agli arresti domiciliari per questa vicenda di spionagggio.
Tra le vittime dell'acquisizione illecita di dati sensibili ci sono anche numerosi vip tra calciatori ed ex, personaggi dello spettacolo, della finanza e dell'imprenditoria. Il gruppo ritenuto a capo del vorticoso giro di dati aveva un tariffario: dai 6 ai 25 euro in base alla tipologia di accesso che esponenti infedeli delle forze dell’ordine dovevano effettuare.




