Cronaca

Dal Mortirolo verso Bruxelles con la Bicicletta della Memoria

Il 71enne Giovanni Bloisi ha il patrocinio dell’Europarlamento: ieri è partito da qui spostandosi poi in vari luoghi della Resistenza in Europa
Alessandro Carini

Alessandro Carini

Vicecaposervizio

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Il Mortirolo, fuori dai confini bresciani, ha acquisito notorietà negli ultimi decenni grazie al passaggio del Giro d’Italia, che ha scoperto qui una delle salite più belle impegnative. Ma anche il ruolo storico che questi luoghi hanno svolto nella storia italiana è per così dire onorato dalle due ruote. Nel pomeriggio di ieri, infatti, è partita da quassù la «Bicicletta della Memoria», quella guidata (e spinta con le gambe) da Giovanni Bloisi, 71enne lucano trapiantato nel Varesotto, conosciuto appunto come «il ciclista della memoria».

Tappe

L’iniziativa è stata promossa dalla Fondazione Cefalonia - Corfù 1941/1944 insieme all’Ecomuseo della Resistenza in Mortirolo. Dopo la partenza di ieri, Bloisi si sposterà in vari luoghi della Resistenza in Europa, passando da Monaco di Baviera, Berlino, Dresda, Parigi e Strasburgo, prima di arrivare al traguardo di Bruxelles, il 29 settembre. Parteciperanno, seguendo il protagonista in sella, anche alcuni ragazzi del centro scolastico Giovanni Paolo II di Melegnano. Questo perché, come spiega il presidente della Fondazione, Costantino Ruscigno, «il nostro è un progetto alla pari: i giovani hanno bisogno di noi, ma noi abbiamo assoluto bisogno di loro» per tramandare memoria e valori.

Nello specifico questa iniziativa, condivisa anche con la Gioventù federalista europea, «vuole unire – spiega Ruscigno – il primo e l’ultimo episodio della Resistenza», la scelta (pagata a carissimo prezzo) dei soldati italiani a Cefalonia, nel settembre del 1943, e le battaglie del Mortirolo nell’aprile-maggio del ’45. «Grazie a Bloisi – aggiunge – porteremo la Resistenza a Bruxelles, per contribuire a far nascere, questo è l’auspicio, il popolo europeo, un solo popolo europeo, perché solo con questa unità l’Europa può avere un futuro di tranquillità, progresso e benessere».

Più di 3.000 chilometri

A poche ore dalla partenza Giovanni Bloisi si diceva pronto: «Il percorso è di 3.300 chilometri, ma per esigenze organizzative prenderò due o tre volte il treno. È la prima volta che lo faccio dopo vent’anni di viaggi in bici nei luoghi della memoria, ma non è un problema». Lo «sgarro» gli sarà certamente perdonato. «Ho cominciato – rammenta – per me stesso, per sentirmi a posto con la coscienza nei confronti di tutti quei morti... Poi, strada facendo, io che ho fatto la terza media e ho imparato la storia con la bicicletta, ho incontrato persone che mi hanno invitato a far conoscere quello che facevo. L’anno scorso ho pedalato da Ventotene al Mortirolo, con l’alto patrocinio del Parlamento europeo, quest’anno vado da qui a Bruxelles, col patrocinio della Commissione europea». Buon viaggio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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