Crescono i rifugiati: per loro Brescia apre un centro multiservizi
«Il valore di questo luogo è in chi, qui, si incontra»: sono le parole che la sindaca di Brescia Laura Castelletti ha usato, ieri, durante l’inaugurazione del nuovo «Spazio Comune», un centro multiservizi, al 90 di via Repubblica Argentina, per l’integrazione e la cittadinanza.
Questa è la prima realizzazione concreta dopo l’adesione di Brescia, quattordicesima città italiana, alla Carta per l’integrazione delle persone rifugiate: «Siamo convinti che vada eretta – ha aggiunto la prima cittadina – una strategia nazionale, che oggi non c’è, che costruisca appartenenza».
«Spazio Comune» è di più, è il simbolo della collaborazione tra pubblico e privato: i locali, di proprietà di Intesa Sanpaolo, sono stati affidati in comodato d’uso gratuito ad Adl a Zavidovici che con il Comune, K-Pax, La Rete e l’Agenzia Onu per i rifugiati Unhcr, dà vita al settimo centro italiano di questo tipo dopo quelli di Bari, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino.
I numeri
Non è un caso che dopo capoluoghi di Regione ci sia Brescia: durante la cerimonia di inaugurazione l’assessore Marco Fenaroli ha ricordato che «la città ospita 55mila stranieri, 18mila dei quali con la cittadinanza italiana», e che in provincia ci sono 160mila persone di origine straniera. «Siamo ai vertici italiani per numeri – ha detto –, ma anche per inclusione».
Francesca La Chioma, dirigente dell’Ufficio Immigrazione della Questura, ha sottolineato come nel 2024 siano state presentate 3.600 richieste di protezione internazionale e che nel 2025, a ieri, si è già a 3.300. Questo fa pensare che si supereranno i dati dell’anno scorso. «Di questi – ha aggiunto – il 10% chiede un aiuto perché non ha un luogo dove stare; noi ci interfacciamo con la Prefettura per trovare strutture adeguate. Ad oggi sono 1.600 le persone ospitate in strutture del Sistema di accoglienza e integrazione. In crescita anche i minori non accompagnati: 324 nel 2024 e ad oggi sono 342. Noi, a differenza di altri uffici – ha concluso – ci troviamo di fronte alle persone e grazie al lavoro di squadra, alla rete di questa Provincia e alla conoscenza personale tra i diversi attori in campo, si trova una soluzione».
Cosa si fa
In questo spazio che la direttrice di Adl, Maddalena Alberto, ha definito «co-costruito» da ieri, trovano casa, tra i tanti servizi (spaziocomune.bs@gmail.com; 378.3019854), lo Sportello richiedenti asilo, il supporto alla genitorialità, lo Sportello di rilascio del passaporto europeo, del riconoscimento dei titoli di studio. Il tutto in un luogo piacevole, arredato grazie a Ikea, abbellito dai murales di Leonardo «Leo» Montemanni.

All’ingresso anche una lavagna, un oggetto che il rifugiato Bashir Osama, psicologo e rifugiato di origine pakistana che ieri ha raccontato l’importanza luoghi come questo «per andare oltre le preoccupazioni e guardare al futuro», ha suggerito di inserire «per lasciare un segno del passaggio».
«L’integrazione rappresenta una leva di sviluppo e coesione, indispensabile per una crescita equilibrata del nostro Paese» ha concluso Paolo Bonassi di Intesa Sanpaolo.
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