«Lo sviluppo è il nuovo nome della pace». Così scriveva Paolo VI nell’enciclica Populorum Progressio. Il santo pontefice bresciano spiegava che la pace non si riduce alla semplice assenza di guerra o all’equilibrio delle forze armate. La pace si costruisce giorno per giorno attraverso l’edificazione di un ordine mondiale più giusto, che garantisca a tutti i popoli una crescita umana, sociale ed economica integrale.
Per questa ragione, sottolineava Montini, l’impegno per superare le disuguaglianze e la povertà tra le nazioni diventa la via principale per stabilire una pace duratura nel mondo. La cooperazione internazionale è uno snodo fondamentale per far sì che tutto questo avvenga. Anche se, a dire il vero, in questo tempo non gode certo di ampia simpatia. Ma chi ha veramente a cuore un mondo migliore, più equo e di pace non si arrende certo, anzi.
Impegno
Brescia, anche su questo fronte, brilla da lunghi decenni, basti un nome per tutti: Vittorino Chizzolini. Ed è proprio nel solco delle sue intuizioni che si iscrive la settima edizione del corso di formazione alla cooperazione internazionale; il progetto è organizzato dalla Fondazione Giuseppe Tovini Cooperazione e Volontariato Internazionale Ets (la Tovini fu fondata proprio da Chizzolini) e la Fondazione Museke onlus, in collaborazione con la cattedra Unesco «Training and Empowering Human Resources for Health Development in Resource-Limited Countries» dell’Università degli Studi di Brescia e la cattedra Unesco «Education for Human Development and Solidarity among Peoples» dell’Università Cattolica di Brescia.
Il corso di formazione è in programma da ottobre a gennaio del prossimo anno con la direzione del professor Francesco Castelli (rettore della Statale) e del professor Domenico Simeone (preside della Facoltà di scienze della formazione della Cattolica).
Nel mondo
La partecipazione è aperta a un massimo di 30 iscritti, studenti universitari o laureati almeno triennali, con priorità, in caso di eccedenza delle domande, per gli studenti e i laureati dell’Università degli Studi di Brescia e dell’Università Cattolica. La partecipazione è gratuita e, al termine del percorso, saranno rilasciati un attestato di frequenza e, per coloro che supereranno il colloquio finale, un attestato di partecipazione e profitto. È inoltre prevista la possibilità di richiedere il riconoscimento di eventuali crediti formativi universitari, secondo i regolamenti dei rispettivi Atenei.
Un impegno che si rinnova, ha sottolineato Michele Bonetti, presidente della Fondazione Tovini: «Un impegno che per la nostra Fondazione è prima di tutto educativo e culturale: offrire ai giovani un’occasione seria di studio, di discernimento e di responsabilità. La cooperazione internazionale, quando è autentica, non si limita a trasferire risorse, ma costruisce relazioni, genera consapevolezza e promuove dignità. In questa prospettiva, il corso vuole essere uno spazio formativo capace di unire competenza, sensibilità umana e visione del bene comune, nel solco dei valori di solidarietà e fraternità che ispirano il nostro operare». Al termine del percorso formativo i partecipanti potranno partecipare a uno stage in Tanzania. Un corso, per usare le parole di Castelli, che è «un piccolo seme per la pace».
Premio Mattei
La presentazione del corso è stata anche l’occasione per annunciare un’altra iniziativa cui la Fondazione Tovini tiene particolarmente: il premio «Professor Giuseppe Mattei – Esperienze di educazione alla cooperazione internazionale». Il progetto è rivolto alle scuole superiori, la nuova edizione è prevista nel prossimo anno scolastico.




