Coop fantasma, appalti in ospedale a Esine e Manerbio

Sono scattati tre arresti per gare pubbliche da oltre 350mila euro. Coinvolta società con sede a Manerba
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Sanità, truffate due Asst bresciane
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Il sistema era semplice. E per un po’ ha funzionato. Purtroppo a spese degli ospedali, di medici e infermieri e inevitabilmente anche dei pazienti. Nel 2021, nei reparti di rianimazione e psichiatria di Esine e al pronto soccorso dell’ospedale di Manerbio con medici mai arrivati, senza le necessarie qualifiche o con lo stesso operatore destinato a coprire diversi turni consecutivi.

Ha coinvolto anche alcune strutture della provincia di Brescia, che sono parte lesa, l’inchiesta della Guardia di Finanza di Modena su una maxi truffa ai danni della sanità pubblica che ha portato all’arresto, con una ordinanza di custodia cautelare in carcere, di tre persone ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture ed autoriciclaggio.

L’operazione ha portato alla luce le condotte di una cooperativa sociale di Sassuolo i cui gestori, direttamente o attraverso prestanome, avevano costituito delle altre cooperative che utilizzavano per presentare offerte coordinate per ottenere appalti per la fornitura di personale medico e infermieristico in strutture sanitarie pubbliche in tutta Italia. E comunque falsando la gara d’appalto. Secondo chi ha indagato poi la coop non forniva praticamente mai i servizi che erano previsti dal bando.

Nel Bresciano

Secondo la Guardia di Finanza di Modena sono almeno tre le gare d’appalto indette da aziende sanitarie della nostra provincia vinte dalla coop di Sassuolo e che non sono poi state rispettate.

Una, per 93mila euro, con la Asst Vallecamonica riguardava la fornitura di personale con specializzazione in anestesia e rianimazione all’ospedale di Esine e un’altra, con la stessa azienda e per lo stesso presidio, per 105mila euro riguardava personale per il reparto di psichiatria. Con la Asst del Garda invece la coop di Sassuolo si era aggiudicata un bando da 157mila euro per la fornitura di personale al pronto soccorso.

La cooperativa allegava alla propria offerta un elenco di persone, professionisti, che avrebbero coperto i turni. Per la Finanza in alcuni casi si trattava di nomi di fantasia, in altri di medici che non avevano titoli per lavorare in quello specifico reparto oppure di soggetti effettivamente esistenti e con le qualifiche necessarie, ma assolutamente ignari di essere stati inseriti in quegli elenchi e che mai avevano avuto rapporti di lavoro con la cooperativa emiliana.

Il caso era emerso dopo una serie di verifiche sulla coop che era stata segnalata nel 2022 anche dalla Regione Molise che si era vista arrivare medici in pensione che avrebbero dovuto coprire turni di 60 ore consecutive. La Finanza ha sequestrato 710mila euro che erano stati trasferiti ad altre società e per cui si ipotizza il reato di autoriciclaggio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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