Venerdì 30 gennaio convegno per ricordare Rosini a 25 anni dalla morte

A venticinque anni dalla scomparsa di Giacomo Rosini, Brescia gli dedica un momento di riflessione pubblica sul significato della sua azione politica e associativa. Domani, venerdì 30 gennaio alle 15.30, nella sala riunioni dell’Associazione Artigiani di via Cefalonia 66, Federcaccia nazionale, Federcaccia Lombardia e la sezione provinciale di Brescia organizzano il convegno dal titolo «Attualità del pensiero e dell’azione di Giacomo Rosini», che sarà trasmesso in diretta streaming sul sito del Giornale di Brescia.
Chi era
Deputato della Democrazia Cristiana per quattro legislature e presidente nazionale di Federcaccia in una fase cruciale per il mondo venatorio, Rosini è stato una figura centrale del cattolicesimo democratico lombardo. La sua esperienza si colloca in una stagione in cui la politica era concepita come servizio, mediazione e lavoro quotidiano nelle istituzioni. Alla guida di Federcaccia attraversò gli anni del referendum del 1990 e del confronto sulla normativa venatoria, contribuendo al percorso che portò all’approvazione della legge 157 del 1992, tuttora riferimento per la tutela della fauna selvatica e la regolazione dell’attività di caccia.
Il convegno intende ricostruire il profilo politico e umano di Rosini e, insieme, interrogare quella stagione alla luce dell’oggi, mettendo al centro i temi del dialogo istituzionale, del rapporto con i territori e della gestione condivisa dell’ambiente.
Il panel
Ad aprire i lavori sarà Marco Bruni, presidente di Federcaccia Lombardia. Porteranno i saluti Enrico Mattinzoli, già presidente dell’Associazione Artigiani di Brescia, Adriano Paroli, senatore della Repubblica, ed Emilio Del Bono, vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia. Seguiranno gli interventi di Marco Rosini, Gianfranco Astori e del presidente nazionale di Federcaccia Massimo Buconi. Le conclusioni saranno affidate a Giacomo Lanzini, presidente della sezione provinciale di Federcaccia Brescia.
L’incontro non vuole essere soltanto commemorativo, ma anche culturale: l’obiettivo è riflettere su una figura che ha segnato la storia politica e associativa del territorio e su un modo di intendere la politica fondato su responsabilità, mediazione e rapporto diretto con le comunità locali.
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