Congedo parentale paritario: la Camera dice no per mancata copertura

La proposta di legge prevedeva un congedo di cinque mesi per ciascun genitore con una retribuzione pari al 100% dello stipendio
La Camera dei deputati - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Niente congedo parentale paritario: alla Camera dei deputati la maggioranza ha bocciato la proposta di legge  avanzata dall’opposizione. La misura puntava a equiparare i diritti e i doveri di madri e padri nella tutela e assistenza dei figli. Secondo il parere della Ragioneria generale dello Stato, ossia l’organo di controllo in materia di bilancio e finanza pubblica, non ci sarebbero le risorse economiche per attuarla.

Il quadro attuale

Il testo, prima firmataria la segretaria del Pd Elly Schlein, prevedeva un congedo di 5 mesi per ciascun genitore, con una retribuzione pari al 100% dello stipendio. Un impianto che avrebbe superato l'attuale assetto: oggi infatti il congedo di paternità è obbligatorio, è indennizzato al 100% ma dura solo dieci giorni; quello di maternità invece, sempre obbligatorio, dura cinque mesi con un’indennità pari all’80%, che in alcuni contratti arriva al 100%.

Diverso il congedo parentale, facoltativo, che può arrivare a dieci mesi, in alcuni casi undici, con tre mesi riservati alla madre e tre al padre. L’indennità varia dall’80% al 30% in base ai mesi utilizzati e al periodo di fruizione.

Il voto in Aula

Una proposta che avrebbe quindi permesso una maggiore tutela nei confronti dei genitori-lavoratori con figli, ma che è stata bloccata. La Camera ha infatti bocciato tutti gli articoli della proposta di legge. Con la loro conseguente cancellazione, il provvedimento è stato respinto senza alcuna possibilità di procedere all'esame o alla votazione finale. 

Le reazioni

Una scelta che la maggioranza difende come atto di prudenza sui conti pubblici. «Non è una questione politica ma di responsabilità verso la tenuta dei conti», afferma Marta Schifone, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Lavoro. «Dal primo giorno di questo governo le risorse destinate ai congedi parentali sono aumentate di circa un miliardo di euro», aggiunge, ricordando l’estensione delle coperture, il bonus mamme, l’assegno unico e la decontribuzione per le lavoratrici.

Lega e Forza Italia sostengono lo stop senza entrare nel merito. L’opposizione, invece, richiama i dati diffusi dall’Inps: nel 2024 l’84% del congedo parentale facoltativo è stato utilizzato dalle madri, contro poco più del 15% dai padri. La proposta del centrosinistra interveniva sull’obbligatorietà, prevedendo dieci giorni subito dopo la nascita e cinque mesi nei primi diciotto mesi di vita del figlio, con copertura fino al 100% e l’estensione anche alle partite Iva.

Dopo la bocciatura si è tenuta una conferenza stampa con Schlein, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni in collegamento, Angelo Bonelli, Riccardo Magi, Maria Elena Boschi ed Elena Bonetti. Dai banchi dell’opposizione arrivano accuse di chiusura. «Ogni volta che vengono sfidati sul welfare dicono no», sostiene Magi. Schlein in Aula rilancia: «Prendiamo l’impegno – quando vi batteremo alle politiche – di portare avanti questa proposta per tutte le famiglie italiane».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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