Comunità energetiche, 40 Comuni esclusi per un cavillo dal bando regionale

Un errore procedurale nell’inoltro della domanda Garda Uno fa ricorso a Tar: «Il problema sarà risolto»
Un impianto fotovoltaico - © www.giornaledibrescia.it
Un impianto fotovoltaico - © www.giornaledibrescia.it
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Un cavillo procedurale degno del miglior Azzeccagarbugli. Ed è così che quaranta Comuni dell’«area vasta» compresa tra Garda e Bassa Bresciana (nel progetto rientrano però anche Provaglio d’Iseo ed i mantovani Castiglione delle Stiviere e Guidizzolo) sono stati esclusi dal bando regionale per l’assegnazione dei fondi alle Cer, le Comunità energetiche rinnovabili.

Le amministrazioni interessate sono quelle che fanno riferimento al maxi progetto di Garda Uno per la creazione della Cer più grande d’Italia.

Iniziativa ambiziosa, in grado di coinvolgere enti pubblici, cittadini, imprese, attività commerciali, parrocchie e terzo settore. E che nelle intenzioni della multiutility porterebbe alla creazione di oltre 250 impianti per la produzione di energia rinnovabile (in gran parte fotovoltaico, ma non solo), con una potenza superiore ai 17 Mwh al servizio di un bacino di 278mila abitanti. L’investimento previsto è importante: circa 41 milioni di euro.

Incentivi: Pnrr e Regione

Sulle Cer sono in ballo risorse complessive per 5,7 miliardi, dei quali, 2,2 miliardi a fondo perduto per i comuni sotto i 5mila abitanti. Ma ci sono anche i fondi regionali. Lo scorso maggio Regione Lombardia ha avviato una manifestazione di interesse mettendo sul tavolo contributi per 20 milioni (l’intenzione è quella di aumentare questa cifra).

Al bando regionale hanno naturalmente partecipato i 40 Comuni del progetto Garda Uno, ma la domanda è stata respinta. Problema formale: un vizio nella modalità di presentazione. Il caricamento del progetto di ogni singola Cer sul portale della Regione Lombardia è stato fatto da Garda Uno, mentre la Regione nel bando chiedeva che il caricamento fosse fatto dal singolo Comune. «Si tratta di una difformità che riteniamo possa essere sanata - spiegano dalla multiutility -. A deciderlo sarà il Tar, ma auspichiamo che la stessa Regione possa rivedere la propria decisione, dato che gli elementi contestati non sono legati alla sostanza del progetto, ma sono formalità».

L’esclusione è arrivata una volta che la struttura tecnica della multiutility - che aveva redatto i complessi progetti Cer per ognuno dei 40 Comuni coinvolti - dopo aver ricevuto delega delle amministrazioni comunali, ha deciso di caricare tutte le domande sul portale regionale. Secondo quanto riporta il bando regionale la domanda di partecipazione doveva essere presentata e sottoscritta «pena l’inammissibilità della stessa», dal «legale rappresentante del Comune o da un soggetto formalmente delegato dallo stesso scelto fra i responsabili di servizio dell’ente».

Il ricorso

Dieci giorni fa è stato quindi depositato il ricorso al Tribunale amministrativo regionale, su delega dei 40 Comuni interessati. Ogni Comune ha aderito con una delibera, in modo che possa essere rivista la decisione di esclusione dei progetti. L’incarico è stato affidato all’avvocato Francesco Bellocchio: si tratta infatti di un ricorso collettivo - spiega Garda Uno - e si presume che il Tar dovrebbe rispondere entro circa 45-60 giorni.

«Se dalla Regione ci fosse arrivata una richiesta di soccorso istruttorio, avremmo sanato subito l’irregolarità della domanda» precisano da Garda Uno. «Crediamo il problema sia facilmente risolvibile visto che le Comunità energetiche costituiscono una grande opportunità per i Comuni e i cittadini in quel percorso necessario verso la sostenibilità».

Il progetto delle Cer di Garda Uno non è quindi in discussione. L’obbiettivo è creare tanti produttori e tanti consumatori che utilizzano l’energia che le comunità stesse producono.

Frattanto il decreto - atteso da quasi un anno - che stimola la nascita delle Comunità energetiche rinnovabili è stato pubblicato nei giorni scorsi sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Entro i prossimi trenta giorni saranno approvate le regole operative che dovranno disciplinare le modalità e le tempistiche di riconoscimento degli incentivi.

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