Cronaca

Collio, chiude il centro migranti: il sistema dei Cas perde 25 posti

La rinuncia dei proprietari dell’hotel «Al Cacciatore» impatterà la macchina bresciana della solidarietà e del sostegno ai migranti in fuga da guerre, pestilenze e crisi climatiche
Antonio Borrelli

Antonio Borrelli

Giornalista

Il prefetto Andrea Polichetto in vista nei mesi scorsi a San Colombano di Collio © www.giornaledibrescia.it
Il prefetto Andrea Polichetto in vista nei mesi scorsi a San Colombano di Collio © www.giornaledibrescia.it

Chiude i battenti a cinque mesi da quei terribili fatti che avevano fatto conoscere il nome dell’hotel di San Colombano di Collio in tutta Italia. Era settembre quando tra le mura dell’albergo «Al Cacciatore» si consumò lo stupro di un migrante su una bambina di dieci anni, anche lei ospite della struttura con la madre, che rimase incinta. Un episodio drammatico che aveva danneggiato la comunità migrante ospitata e i gestori della struttura, da un decennio convertito in centro di accoglienza.

A 150 giorni di distanza i proprietari rinunciano alla gestione del centro e in via Maniva 97 potrebbero presto tornare alla precedente attività di ristoratori e albergatori. La decisione della famiglia Cantoni, comunque, risale a un anno fa e non sarebbe dunque legata all’episodio violento.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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