Collio, i gestori del centro: «Mai nessun problema con i migranti»

«Nessun accoltellamento, né episodi di violenza: quello che abbiamo letto sulla nostra comunità è scioccante. Quelle dette contro di noi sono calunnie e procederemo per vie legali». Vanno dritti al punto i titolari della cooperativa Pianeta Terra, che dal 2015 gestisce il centro migranti di Collio Val Trompia, negli spazi dell’hotel Al Cacciatore nella frazione San Colombano. La struttura – che ha accolto richiedenti asilo fino al 2019 e poi dal 2022 ha ripreso l’attività con i profughi di guerra ucraini – è al centro delle cronache dei giorni scorsi, perché qui lo scorso settembre una bambina di 10 anni sarebbe stata violentata da un altro ospite. Un caso su cui si continua ad indagare.
«Di questo non parliamo, nel totale rispetto del lavoro della Procura, a cui abbiamo da subito garantito massima collaborazione» sottolinea la moglie del rappresentante legale: entrambi sono impegnati in prima persona nell’assistenza degli ospiti, con l’aiuto di un’operatrice. «Vivo con loro ogni giorno e non hanno mai causato problemi, né a noi né alla comunità di Collio».
Assistenza e progetti
L’esperienza della famiglia di San Colombano è di lunga data: «Nelle stanze di quella che per noi è un’autentica casa sono passate decine di persone in difficoltà - racconta -. La nostra è una precisa scelta etica: rispettiamo nel dettaglio il bando della Prefettura di Brescia, con cui siamo ogni giorno in contatto, e curiamo l’integrazione dei profughi e la loro emancipazione».
Diversi i progetti messi in campo: «Facciamo corsi di italiano, ma anche di educazione civica – spiega –. Aiutiamo chi ha già un permesso di soggiorno provvisorio a preparare il curriculum, imparare un mestiere, cercare un impiego». Tra gli ospiti attuali, di origine africana e asiatica e spesso sbarcati in Italia dopo aver attraversato il Mediterraneo in cerca di salvezza, proprio di recente due hanno iniziato un nuovo lavoro. «Una ragazza fa le pulizie qui in municipio in paese e un giovane lavora in fabbrica a Polaveno, dopo aver frequentato un corso di meccanica qui. Organizziamo anche supporto psicologico per chi ha subito dei traumi».
Che rapporti si creano con gli ospiti? «Faccio un solo esempio, tra i mille che potrei fare. Ho appena ricevuto la telefonata di un ragazzo che abbiamo accolto anni fa: ci ha chiesto di fargli da testimoni perché si sposa. Credo non serva aggiungere altro».
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
