Non accettava la fine della relazione e così ha iniziato a tormentarla. Appostamenti sotto casa, pedinamenti al lavoro, messaggi continui e anche minacce di morte, fino a una molotov artigianale che, per errore, sarebbe finita sul balcone del vicino della donna. Una 44enne di Coccaglio, costretta a vivere in un costante stato di ansia e paura per la propria incolumità. Una serie di comportamenti sempre più aggressivi che, a fine settembre, hanno spinto la donna a sporgere denuncia ai carabinieri. L'uomo, un 40enne del paese, è stato quindi arrestato.
Ai militari la donna ha riferito di aver frequentato il 40enne in maniera salturaria, decidendo poi di interrompere i rapporti. Lui avrebbe tentato in ogni modo di riavvicinarsi, diventando via via più insistente a ogni rifiuto della donna, costretta anche a farsi accompagnare dalle colleghe, sia fuori sia dentro casa, e a cambiare le proprie abitudini quotidiane. Nonostante l'avesse bloccato sui social, continuava a inviarle messaggi intimidatori attraverso l'e-mail e profili falsi a lui riconducibili.
«Volevi guerra, ora ce l'hai»
«Volevi guerra, ora ce l'hai» e «Mi hai bloccato: è l'ultima cosa che hai fatto nella vita», il tenore dei messaggi ricevuti dalla donna. Ma a spingere la 44enne a denunciare è stato però un episodio avvenuto tra il 26 e il 27 settembre, quando l'uomo si è presentato sotto casa sua in piena notte, suonando il campanello. Di fronte al silenzio della donna, l'uomo avrebbe tentato di colpire l'abitazione della vittima con una molotov artigianale, realizzata con una bottiglia di birra, del liquido infiammabile e della carta assorbente, sbagliando però la mira.
Fortunatamente, l'innesco non è scattato. Ad accorgersi dell'accaduto è stato proprio il vicino di casa, che la mattina successiva ha notato i resti – poi sequestrati dai militari – e la macchia lasciata dal carburante. La donna ha quindi denunciato tutto ai carabinieri.
La sera di mercoledì 7 ottobre i militari Cologne hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Brescia, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di un 40enne, ritenuto il presunto responsabile di atti persecutori aggravati dalla reiterazione delle condotte e dall'utilizzo di strumenti lesivi. Ora si trova in carcere.



