Non ci sono iscritti: chiude la scuola elementare di Temù

Giuliana Mossoni
Dei sette bambini che frequentano attualmente, 5 andranno alle medie. Sos della minoranza: «Così s’impoverisce la Valle»
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Scuola Temù, appello contro la chiusura
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Appello contro la chiusura della scuola elementare di Temù da parte del gruppo di minoranza dell’Unione Alta Valcamonica. Dopo l’allarme degli scorsi mesi per la soppressione delle medie di Berzo Demo, ora l’attenzione si concentra su Temù, visto che oggi a frequentare sono solo sette bambini, di cui cinque andranno alle medie a settembre e nessuno entrerà in prima. In realtà, i numeri parlano di 38 alunni residenti a Temù e nelle frazioni Pontagna e Villa, ma 31 già da tempo frequentano le elementari a Ponte di Legno.

Le polemiche

I consiglieri di opposizione Marco Serini, Francesco Bosco, Mario Rizzi e Teodoro Pietroboni definiscono la situazione «una crisi grave, capace d’impoverire ulteriormente i presidi culturali dell’Alta Valle» e ricordano come negli anni scorsi siano già stati già chiusi i plessi di Incudine e Vione, segnando «un progressivo impoverimento delle realtà comunali più piccole». I quattro di minoranza sottolineano che «38 è un numero più che sufficiente per garantire la vita di una scuola ma, con varie e molteplici motivazioni, in 31 sono iscritti a Ponte, una migrazione che crea anche sovraffollamento nel plesso dalignese».

Non solo, la scuola di Temù è stata ristrutturata da poco con «ingenti investimenti comunali, tanto da essere considerata una delle migliori dell’Alta Valle e chiuderla oggi è un controsenso amministrativo, logistico e uno spreco di denaro».

La replica

Il problema parte da lontano, da quando l’Amministrazione temunese ha deciso di allargare il servizio di trasporto scolastico anche a Ponte di Legno, permettendo così alle famiglie di scegliere dove far frequentare i figli. A spiegare l’accaduto è il sindaco Corrado Tomasi: «Siamo spiaciuti di chiudere, è ovvio, ma si tratta di democrazia e rispetto della scelta dei genitori. La presa di posizione della minoranza è tardiva e, lo sottolineo, si tratta di una libera scelta delle famiglie. C’è di più: Villa e Pontagna sono più vicine alla scuola di Ponte e molti hanno i nonni o lavorano a Ponte, facilitando l’accudimento. Noi manterremmo l’elementare aperta, ma se preferiscono andare a Ponte non possiamo opporci. Ci teniamo stretti il nido e l’asilo di Pontagna, che sono servizi che non ci sono altrove».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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