Cronaca

Chiari, carabinieri e studenti giocano a calcio per la legalità

Il torneo, che ha visto impegnati sia i militari sia gli studenti dell’Einaudi e del Marzoli di Palazzolo, è andato in scena al campo sportivo
Simone Bracchi

Simone Bracchi

Giornalista

Al centro sportivo di Chiari il torneo di calcio
Al centro sportivo di Chiari il torneo di calcio

Carabinieri e studenti giocano a calcio insieme e a vincere è la legalità. Si è svolta oggi, al centro sportivo di Chiari, la fase conclusiva del progetto Insieme per la Legalità», giunto alla sua terza edizione.

Il progetto al campo sportivo di Chiari
Il progetto al campo sportivo di Chiari

L’iniziativa, promossa dall’Arma dei Carabinieri, si pone l’obiettivo di consolidare il rapporto tra le Istituzioni e le nuove generazioni, favorendo lo sviluppo di una coscienza civile basata sul rispetto delle regole e sulla partecipazione attiva. L’impegno dei militari in questa manifestazione trascende l’aspetto sportivo, inquadrandosi in una più ampia missione di orientamento e supporto alla crescita dei ragazzi. Come sottolineato durante la cerimonia, la missione quotidiana dei carabinieri è quella di porsi come interlocutori diretti, «fratelli maggiori» e «custodi della libertà», offrendo ai giovani modelli di riferimento positivi all’interno delle Istituzioni.

I protagonisti

L’evento ha visto una proficua collaborazione tra la Compagnia Carabinieri di Chiari, l’Amministrazione comunale e i vertici degli Istituti Superiori Luigi Einaudi di Chiari e Cristoforo Marzoli di Palazzolo sull’Oglio. «Tale sinergia testimonia la volontà comune di creare un ambiente sicuro e stimolante, dove le Istituzioni sono percepite non come entità distanti, ma come una casa comune pronta all'ascolto», spiegano dall’Arma.

In campo gli studenti e i carabinieri
In campo gli studenti e i carabinieri

In campo

Il torneo di calcio, che ha visto in campo le rappresentative studentesche e i militari dell’Arma, è stato utilizzato come strumento pedagogico per trasmettere il valore fondamentale della norma. Nel suo intervento, il maggiore Michele Capone ha evidenziato come la legalità non sia un concetto statico, ma una pratica quotidiana: «Proprio come in campo, anche nella vita non esiste vera libertà senza regole condivise. Le Istituzioni e i giovani giocano nella stessa squadra contro l'indifferenza e l'illegalità».

Rispetto per l’avversario

La giornata si è conclusa con la riaffermazione dell'impegno dell’Arma nel proseguire questo percorso formativo, affinché lo spirito di collaborazione e il rispetto per l’avversario manifestati oggi rimangano pilastri della condotta civile degli studenti ben oltre il termine della competizione.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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