Finta chiamata dai carabinieri per spostare denaro: recuperati 200mila euro

La prima telefonata è arrivata dal numero della banca. Quello autentico. La seconda da quello della caserma di piazza Tebaldo Brusato. Anche in questo caso l’utenza corrisponde. All’altro capo del filo però non c’erano i funzionari dell’istituto di credito la prima volta e neppure i carabinieri la seconda ma abili truffatori che hanno convinto la vittima a muovere il denaro che aveva depositato in diversi conti.
Per fortuna l’intervento dei carabinieri, quelli veri, e proprio di Piazza Tebaldo Brusato, ha permesso di seguire rapidamente il flusso del denaro e recuperare gran parte dei fondi che stavano per essere trafugati.
Il raggiro
Nel mirino dell’ennesima, e molto ben architettata, truffa ai danni di un anziano, è finito un professionista di 71 anni che abita in centro storico. I malviventi hanno potuto contare su una particolare tecnologia che sfrutta la rete per simulare, in modo assolutamente credibile, che la chiamata arrivi da uno specifico numero, tanto che sul display dell’apparecchio ricevente appare anche il nome della persona, se presente nella rubrica, oppure quello dell’attività se si tratta di un pubblico esercizio. E in questo caso i ladri hanno clonato prima il numero della filiale della banca dove il professionista aveva un conto e poi quello del comando dei carabinieri.
Quando l’uomo ha risposto al telefono si è sentito spiegare che erano stati rilevati dei problemi nella gestione dei conti corrente e che i carabinieri si stavano occupando della situazione. Dopo pochi minuti la seconda telefonata in cui un sedicente sottufficiale dei carabinieri raccontava che la situazione nella banca era particolarmente grave e che ci fosse il concreto rischio di perdere il denaro se non fosse stato trasferito rapidamente.
Il raggiro è stato complesso e articolato. Le telefonate si sono succedute fino a quando il 71enne ha ordinato dei bonifici, a sua insaputa con causali tali da non insospettire i veri funzionari della banca, per spostare verso altri conti, complessivamente quasi 200mila euro.
Passano le ore. Per fortuna non i giorni. Il professionista si rende conto che un carabiniere non gli avrebbe mai ordinato di programmare dei bonifici bancari e si presenta in caserma, la stessa dalla quale ha ricevuto la telefonata per chiedere spiegazioni. Sospettando, ma in fondo forse sperando nel contrario, di essere stato vittima di un raggiro.
Le indagini
I militari della stazione, che fanno capo alla compagnia cittadina, in poche ore si mettono in movimento. I bonifici sono stati inseriti nel sistema ma grazie all’urgenza dell’attività investigativa, le autorità bancarie comunicano i dettagli e consentono di rintracciare il capitale in diversi conti corrente in diverse banche d’Italia. Immediatamente scattano i sequestri. Il denaro ora è al sicuro mentre il cerchio attorno ai truffatori si sta stringendo passo passo.
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