Cellatica, cantina nuova e svolta sulle bollicine

Le ruspe sono al lavoro in via Caporalino. La vecchia cantina è ormai una spianata di macerie, mentre un nuovo edificio ha già preso forma. E tra i passanti la domanda è tornata più volte, quasi con apprensione: la Cooperativa Vitivinicola Cellatica-Gussago ha chiuso per sempre? «Non siamo scomparsi, anzi – chiarisce il presidente Mauro Tognoli – siamo aperti, ci siamo rinnovati e stiamo lavorando al futuro». Intanto, proprio nell’area liberata dall’intervento, è destinato a sorgere anche un supermercato Lidl: un servizio atteso da anni dai residenti di Cellatica.

Tognoli guida da cinque anni la cooperativa, fondata nel 1952 e rimasta una realtà eccezionale in Franciacorta perché formata esclusivamente da piccoli proprietari che conferiscono le uve alla cantina.
L’intervento non è una semplice operazione edilizia, ma una vera «rivoluzione gentile», come un filare che viene reinnestato per dare frutti migliori. La vecchia struttura, con botti in cemento ormai inutilizzate e macchinari da aggiornare, ha lasciato spazio a un capannone di oltre mille metri quadrati con attrezzature all’avanguardia. «Abbiamo colto l’occasione per razionalizzare i volumi», spiega il presidente.
I lavori
La nuova cantina è già pienamente operativa, mentre proseguono gli interventi di sistemazione nelle aree esterne. Il cambiamento più significativo scorre nei calici. Per anni la produzione è stata sbilanciata: circa 80mila bottiglie di rosso contro 20mila di bollicine. Oggi la cooperativa punta a un equilibrio più aderente al mercato, con una prospettiva di 50mila bottiglie per ciascun segmento. «La domanda va sempre più verso le bollicine – osserva Tognoli – e noi vogliamo farci trovare pronti».
Una scelta che comporta investimenti impegnativi. Per ottenere uva idonea al Franciacorta servono nuovi impianti e almeno quattro anni prima della prima produzione, con ritorni economici necessariamente diluiti nel tempo. La cooperativa, che conta una trentina di soci conferitori, ha avviato una graduale riconversione varietale verso pinot e chardonnay, senza però dimenticare le radici: la Cellatica Superiore Doc resta un presidio identitario che la cantina continua a difendere.
Le ricadute
L’operazione avviata in via Caporalino ha anche una ricaduta urbana. La vendita di una parte dell’area ha consentito di finanziare la nuova cantina e, nello spazio non più di proprietà della cooperativa, sorgerà a breve un supermercato.

Accanto alla dimensione produttiva resta forte anche quella sociale. La cooperativa, spiega il presidente, segue i soci in tutte le fasi del vigneto, supportando proprietari grandi e piccoli, coinvolge giovani nel percorso vitivinicolo e ha attivato iniziative didattiche per avvicinare il territorio alla cultura del vino.
Dopo oltre settant’anni di storia, la Cooperativa Cellatica-Gussago vuol così dimostrare che anche le radici più profonde sanno aprirsi al futuro, con lo sguardo rivolto alle bollicine e i piedi ben piantati nella terra della tradizione.
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