Le lettere dal fronte: a Castegnato riaffiora la memoria della guerra

Ritrovate circa 250 lettere e cartoline spedite dal fronte dai soldati castegnatesi della Prima Guerra Mondiale: un patrimonio storico e umano di grande valore
Le lettere recuperate
Le lettere recuperate
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A Castegnato si torna nel passato. La valorizzazione della memoria e dei ricordi propri di una comunità, rappresentano un patrimonio da conservare e da tramandare attraverso le generazioni per renderci consapevoli oggi della testimonianza storica ed umana che ci è stata lasciata.

Un ritrovamento inatteso

In tal senso l’Amministrazione comunale di Castegnato ha voluto dare il via ad un lavoro tanto straordinario quanto significativo legato al recupero di un notevole numero di lettere e cartoline, spedite dal fronte dai cittadini castegnatesi chiamati alle armi durante la Prima Guerra Mondiale, e consegnate all’epoca al parroco pro tempore della parrocchia Don Bortolo Melzani.

«È stata davvero una sorpresa – dice il sindaco Patrizia Turelli – ricevere la telefonata dei componenti dell’Associazione Giovanile “Al volo” di Bossico (paese della bergamasca sopra il Lago d’Iseo) che tramite un loro portavoce, Rosario Figaroli, ci hanno informato di aver recuperato queste lettere durante la sistemazione di vecchi scatoloni all’interno di una Canonica».

Si tratta di un ampio patrimonio storico – circa 250 tra lettere e cartoline, che raccontano paure, speranze e richieste di conforto, per più di un centinaio di persone coinvolte – che merita di essere valorizzato; accanto a quelle di Castegnato ci sono infatti anche numerose testimonianze proprie dei cittadini di Bossico.

Il dolore della Grande Guerra

«Vedere come persone normali siano state scaraventate in un mondo fatto di dolore, fatica e sofferenza – sottolinea il vicesindaco e assessore alla Cultura Claudio Treccani – e comprendere, anche attraverso questi scritti a volte molto semplici, quanto fosse difficile per loro conciliare il servizio militare al fronte con la mancanza degli affetti e la consapevolezza di mancare alla propria famiglia, della quale a volte erano l’unico sostegno, lascia sinceramente attoniti».

Vista la complessità del lavoro da svolgere l’Amministrazione si è messa in contatto con la locale Associazione Cenni Storici che si è già dichiarata interessata a partecipare a questo progetto. Inoltre sono stati avviati confronti con Fondazioni per verificare la loro disponibilità a sostenere anche economicamente l’iniziativa.

Un progetto di comunità

«Abbiamo voluto testare l’effettiva realizzabilità di quanto in programma attraverso una ricerca centrata su un soldato castegnatese caduto al fronte nell’ottobre 1915 – prosegue il sindaco –. L’anagrafe del nostro Comune, l’Archivio di Stato, l’Emeroteca della Biblioteca Queriniana di Brescia nonché fonti recuperate dalla rete si sono rivelate preziose nel completare l’obiettivo che ci eravamo posti.

È stato sorprendente vedere come si può essere progressivamente sempre più coinvolti anche emotivamente in questa ricostruzione di un mondo passato e dal quale proveniamo tutti».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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