Cronaca

Caso Cassarà, le parti civili ritirano le querele

L’ex atleta era stato condannato in primo grado per tentata interferenza illecita nella vita privata e produzione di materiale pedopornografico: è stato trovato un accordo risarcitorio
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Andrea Cassarà - © www.giornaledibrescia.it
Andrea Cassarà - © www.giornaledibrescia.it

L’accordo tra le parti è privato, coperto da un patto di riservatezza. L’esito però inevitabilmente diventa pubblico. Perché avrà una ripercussione anche sull’iter giudiziario. In un caso che vede imputato Andrea Cassarà, ex schermidore azzurro, ma che non avrà più parti civili le quali hanno rimesso la querela nei confronti dell’atleta oggi allenatore.

La condanna

Cassarà lo scorso quattro febbraio era stato condannato in primo grado – al termine di un processo celebrato con rito abbreviato – ad un anno e quattro mesi per tentata interferenza illecita nella vita privata, reato che era stato riqualificato rispetto all’iniziale e ben più pesante accusa di tentata produzione di materiale pedopornografico. L’episodio è quello avvenuto ad ottobre 2023 nello spogliatoio del centro sportivo San Filippo quando due ragazzine che stavano facendo la doccia riferirono di aver visto spuntare da dietro un muro, una mano che teneva un telefonino e che riprendeva. Una delle due giovani, 16 anni, andò prima a parlare con la direzione della struttura sportiva di via Bazoli e poi denunciò tutto ai carabinieri. E gli inquirenti arrivarono a Cassarà perché le telecamere del San Filippo mostrarono che l’ex schermidore era presente nell’area indicata dalle giovani e in un orario compatibile con quanto denunciato.

Risarcimento

Nel cellulare di Cassarà, che si è sempre proclamato innocente, non erano stati ritrovati file compromettenti, ma secondo chi indagò era emersa la cancellazione di alcuni file nelle ore successive a quel giorno di ottobre. Ora, con l’avvenuto deposito delle motivazioni della condanna di primo grado, il quadro cambia.

Le due 16enni che a processo si erano costituite parti civili, nei giorni scorsi hanno ritirato la denuncia nei confronti di Cassarà dopo aver trovato con lo stesso un accordo risarcitorio di natura economica. E a questo punto per l’ex azzurro il caso potrebbe chiudersi con l’estinzione del reato. L’interferenza illecita nella vita privata è infatti un reato procedibile a querela. Che in questo caso è stata ritirata.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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