Cronaca

Caso arbitri, i pm chiedono l’archiviazione per Rocchi e l’Inter

La richiesta riguarda il filone per frode sportiva. Per gli episodi delle presunte bussate alla sala Var di Lissone, invece, gli atti vanno a Monza per competenza territoriale
Gianluca Rocchi - Ansa/Basiletti
Gianluca Rocchi - Ansa/Basiletti

La firma del pm di Milano Maurizio Ascione sulla richiesta di archiviazione del capitolo dell’indagine sugli arbitri che vede indagato il designatore Gianluca Rocchi alla fine è arrivata. Nella serata di ieri, dopo un pomeriggio di faccia a faccia e riunioni con l’aggiunto e co-assegnatario del fascicolo, Paolo Ielo, e con il procuratore Marcello Viola, il pubblico ministero, da domani alla Procura europea, si è (o è stato) convinto che gli elementi raccolti in quasi due anni di inchiesta per frode sportiva a carico di Rocchi – che avrebbe agito nelle assegnazioni in concorso «con esponenti» dell’Inter – non sono sufficienti e solidi al punto da reggere in un eventuale processo.

Il filone

Fino a qualche ora prima il pm era contrario alla linea dei vertici della Procura milanese. Dunque questa parte di indagine va verso l’archiviazione mentre per gli episodi delle presunte bussate alla sala Var di Lissone gli atti vanno a Monza per competenza territoriale. Inoltre la carte sulla vicenda andranno anche alla giustizia sportiva affinchè valuti eventuali illeciti. Il procuratore Marcello Viola in una nota fa sapere che ieri gli inquirenti «nell’ambito dell’inchiesta che ha coinvolto esponenti del mondo arbitrale, ha adottato» le proprie «determinazioni».

E ha richiesto al gip Giulia Marozzi «l’archiviazione del procedimento iscritto per il reato di cui agli artt. 81 cpv., 110 cod. pen., 1 comma 1 Legge n° 401/1989, in ordine agli episodi concernenti gli interventi volti alla individuazione o esclusione di direttori di gara». Ossia del filone per frode sportiva che vede indagato Rocchi. Richiesta che è stata firmata dall’aggiunto Paolo Ielo e dal pm Maurizio Ascione. Dovrà decidere la giudice sull’istanza.

Le «bussate»

In più, i pm hanno «trasmesso alla Procura della Repubblica di Monza gli atti concernenti le contestazioni relative agli episodi avvenuti in sala Var (si precisa a tale proposito che la sede della sala Var è a Lissone, di tal che territorialmente competente per fatti ivi avvenuti è il Tribunale di Monza)».

In questa tranche sono iscritte sempre per presunta frode sportiva per i match Udinese-Parma e Salernitana-Modena del 2025, a vario titolo, le posizioni di Rocchi, dell’ex supervisore Andrea Gervasoni e dei varisti Luigi Nasca e Oreste Di Vuolo. La posizione di un terzo varista, Daniele Paterna, che risponde di false informazioni al pm per una testimonianza resa nelle indagini, resta, invece, a Milano.

Sempre la Procura «ha trasmesso copia degli atti sia alla Procura Federale della Federazione Italiana Gioco Calcio sia al C.O.N.I. - Procura Generale dello Sport». E «ha disposto l’archiviazione del procedimento iscritto nei confronti di FC Internazionale ex D.Lgs. n° 231/2001 in ordine all’illecito previsto dall’art. 285-quaterdecies». La trasmissione degli atti, spiega il procuratore Viola, «alla Procura Federale è volta a consentire ai competenti organi la valutazione dei fatti di possibile interesse nel quadro dell’ordinamento sportivo».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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