Case popolari, a San Polo lavori di ristrutturazione entro fine anno

L’intervento in via Carpaccio costerà un milione e 200mila euro: «È la dimostrazione che quando c’è unità degli inquilini e partecipazione attiva si ottengono risultati e risposte dalle Istituzioni»
La soddisfazione degli inquilini - © www.giornaledibrescia.it
La soddisfazione degli inquilini - © www.giornaledibrescia.it
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Finalmente c’è spazio per i sorrisi, in via Carpaccio 27. A San Polo, nell’epicentro delle proteste degli inquilini delle case popolari a Brescia, i nervi si rilassano e le voci si fanno più tenui. È la prima volta dopo un anno e mezzo. Perché la scorsa settimana dalla Loggia è arrivata l’ufficialità: entro la fine del 2026 inizieranno massicci lavori di ristrutturazione dell’intero condominio per un valore di un milione e 200mila euro. L’intervento rinnoverà la copertura e i ballatoi e prevederà il cappotto, l’installazione di nuovi infissi e del giardino pensile. Non solo: l’impianto a gas verrà disattivato e lo stabile verrà completamente ritinteggiato. Interventi che si attendevano da decenni.

La reazione

Dopo le assemblee, la raccolta di firme, i sit-in, le proteste e lo sciopero delle rate condominiali le venti famiglie costrette a vivere in condizioni di vivibilità non dignitose possono finalmente raccogliere i frutti dei propri sacrifici. «È la dimostrazione che quando c’è un’unità degli inquilini e la partecipazione attiva si ottengono risultati e risposte dalle Istituzioni», commenta Umberto Gobbi di «Diritti per tutti» che sin da quel settembre 2024 ha sostenuto i residenti in questa battaglia di civiltà.

Il traguardo

È un traguardo non scontato per questo manipolo di inquilini che quando le condizioni di vita erano diventate proibitive a fronte di costi di locazione persino eccessivi hanno deciso di non indietreggiare mai. «È stata una battaglia bella e dura – confessa la portavoce Cinzia Comelli –, vogliamo ringraziare Umberto Gobbi e l’assessore Marco Fenaroli che sono stati gli unici ad averci sempre ascoltati. Altri quartieri devono capire che l’unione fa la forza».

Proprio sul valore simbolico del risultato ottenuto in via Carpaccio insiste Gobbi: «Questa è stata la scintilla che ha acceso altre proteste in tutta la città. Oggi abbiamo situazioni simili a San Bartolomeo, Casazza, Don Bosco, Primo Maggio e Campo Fiera. Ma serve la stessa determinazione di San Polo». Ora lo sguardo è rivolto al prossimo autunno, quando dovrebbero iniziare i lavori dopo la messa a gara in estate. Solo allora le famiglie di via Carpaccio interromperanno lo sciopero delle rate condominiali.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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