Che fede abbiamo? La corale partecipazione al dolore per la morte di papa Francesco e la grande attenzione riservata alla elezione di Leone XIV, e al disvelamento della sua figura che va oltre il fatto di essere il primo papa americano, hanno suscitato rinnovati interrogativi sullo spessore della fede cattolica e sulla sua incidenza nei costumi generali del mondo attuale.
Fino a spingere più d’uno a sostenere che l’impatto emotivo più forte si registra all’esterno del circuito della Chiesa, in quella visione che la interpreta quale ospedale da campo e ambulanza della storia che si interseca coi destini della mondialità. Come pure si argomenta che i due conclavi – che li hanno scelti rapidamente, superando le previsioni di partenza – abbiano privilegiato personalità forgiate dalla formazione in congregazioni – l’uno gesuita e l’altro agostiniano – animate nella vita in collegialità di fratellanza, per dare seguito al Concilio Vaticano II e al lavoro di sua strutturazione operato da Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI.



