Cronaca

Canton Mombello, Ravagnani: «Che gioia, i detenuti sono stati ascoltati»

La garante delle persone private della libertà personale di Brescia è al settimo cielo per le parole di Mattarella: da anni è in attesa che qualcuno presti attenzione a quanto i detenuti chiedono da decenni
Pierpaolo Prati

Pierpaolo Prati

Giornalista

Luisa Ravagnani, garante dei detenuti di Brescia
Luisa Ravagnani, garante dei detenuti di Brescia

«Quando mi ha telefonato la segreteria del presidente, e mi è stato detto che avrebbe citato la lettera dei detenuti di Canton Mombello, ho creduto di essere finita su Scherzi a parte. Invece è tutto vero. Finalmente qualcuno li ha ascoltati e quel qualcuno è il presidente della Repubblica».

È al settimo cielo Luisa Ravagnani. La garante delle persone private della libertà personale di Brescia da anni è in attesa che qualcuno presti attenzione a quanto i detenuti di Canton Mombello chiedono ormai da decenni.

Che valore hanno le parole di Mattarella?

«Inestimabile. Dà forza alle parole di quei detenuti che da anni si battono per chiedere ascolto con modalità pacifiche e che fanno sempre più fatica a convincere chi invece vorrebbe passare ad azioni violente di protesta che la loro è la strada sbagliata. E poi è un’incredibile iniezione di fiducia. Non risolve i problemi certo, ma è il riconoscimento del fatto che esisti, che qualcuno pensa a te e quel qualcuno non è uno qualsiasi: è la prima carica dello Stato».

E che peso avranno sul futuro delle carceri italiane?

«Spero tanto. Se è lui a dire che le cose così non vanno, mi aspetto che chi di dovere lo ascolti e faccia quello che serve per risolvere questa situazione. A partire dalla riduzione del sovraffollamento».

Quali sono le misure per centrare il risultato in tempi ragionevoli?

«Non mi permetto di suggerirli io. Lo hanno fatto persone ben più autorevoli di me, a partire da numerosi magistrati. Una cosa è certa non servono misure che possono dar fastidio alla pancia del Paese. Basta applicare le regole che ci sono già per ottenere una concreta diminuzione delle presenze».

E a Brescia cosa serve?

«So cosa non serve. Non serve la progettazione di un nuovo istituto che non comporti la chiusura per sempre di Canton Mombello. So che non spetta al presidente Mattarella decidere del destino del nostro carcere, ma gli chiederei comunque di farlo chiudere per sempre: non può certo accogliere degli esseri umani».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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