Cronaca

Cantieri sotto il sole, il lavoro diventa un rischio per la salute

Previsto lo stop nelle ore più critiche della giornata: Ats e Ance firmano un protocollo con le misure preventive
Lavori di asfaltatura - Foto New Eden Group © www.giornaledibrescia.it
Lavori di asfaltatura - Foto New Eden Group © www.giornaledibrescia.it
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Mentre il Ministero della salute e la Protezione civile hanno emanato il livello 2 per oggi, domenica 29 giugno, giornata con bollino rosso a Brescia con punte di 37 °C e quasi 40°C nella Bassa, Arpa Lombardia nel suo ultimo bollettino riporta un dato inquietante: «Rispetto al clima di giugno nel trentennio 1991-2020, le temperature che registreremo risultano superiori di ben 8-10 °C».

Intanto continua a far discutere la decisione di diverse regioni, tra cui Liguria, Lazio, Toscana, Calabria, Puglia e Umbria: viste le elevate temperature dei mesi estivi è stata emanata un’ordinanza per la tutela dei lavoratori all’aperto che prestano attività nel settore agricolo, florovivaistico, nonché nei cantieri edili all’aperto, in condizioni di esposizione prolungata al sole.  Il provvedimento di massima dispone il divieto di svolgere attività lavorative all’aperto nelle fasce orarie più a rischio (12.30–16), nei giorni in cui le mappe di rischio pubblicate dal portale Worklimate segnalano livelli alti di esposizione al calore per attività fisica intensa sotto il sole.

La normativa

L’ordinanza richiama le recenti linee di indirizzo nazionali approvate dalla Conferenza delle Regioni e invita dunque i datori di lavoro a adottare misure organizzative per ridurre lo stress termico sui lavoratori, sia negli spazi aperti che in ambienti chiusi. L’ordinanza costituisce un atto di responsabilità e di attenzione e va letta come un invito a istituzioni, imprese e sindacati a collaborare per garantire condizioni di lavoro sicure anche durante le ondate di calore.

Questo premesso che la normativa nazionale sulla sicurezza sul lavoro non indica una temperatura ordinaria o univoca da rispettare nei luoghi di lavoro: è nella fase di valutazione dei rischi che il responsabile della sicurezza dovrà stabilire quale sia la temperatura ordinaria ideale, ovvero la temperatura massima e minima a cui potrà essere sottoposto il lavoratore. Questo perché comunque il Decreto 81/2008 impone ai datori di lavoro di garantire condizioni di lavoro «sicure e salubri».

A Brescia

Sotto il profilo prevenzionistico, sulla scorta dell’esperienza maturata nelle estati precedenti, l’Ente Sistema Edilizia Brescia (Eseb) ha definito e pubblicato una procedura operativa per supportare le imprese edili nella gestione del rischio calore nei cantieri. Vengono fornite indicazioni pratiche e facilmente applicabili per prevenire i colpi di calore e tutelare la salute dei lavoratori. La procedura suggerisce misure organizzative e tecniche come la rimodulazione degli orari di lavoro, l’allestimento di aree ombreggiate, la distribuzione di acqua potabile e l’introduzione di pause regolari. A completamento dell’iniziativa, Eseb ha previsto anche interventi formativi o informativi in più lingue, per sensibilizzare imprese e maestranze sui comportamenti corretti da adottare.

Le Ats

Con una nota del 25 giugno, anche Ats Brescia ha sottolineato come l’esposizione a temperature elevate rappresenti un rischio significativo per la salute dei lavoratori all’aperto. Per Ats è quindi, fondamentale che aziende, lavoratori e medici competenti adottino misure preventive efficaci per ridurre al minimo i rischi legati al caldo estremo. Ats ricorda come la gestione del rischio richieda un approccio integrato e coordinato che coinvolga attivamente tutti gli attori e come il settore sia del comparto edile che della cantieristica stradale, vadano considerati fra quelli maggiormente vulnerabili. La Regione ha quindi predisposto dei «Piani di prevenzione per il rischio di stress da calore in agricoltura ed edilizia».

A lavoro nei cantieri - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
A lavoro nei cantieri - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

L’Ats Brescia stessa ha sviluppato un «Piano Caldo 2025» per individuare le misure preventive rivolte alla popolazione più a rischio. Nel piano si legge che le aziende devono adottare le seguenti misure preventive: valutazione del Rischio (il datore di lavoro deve valutare il rischio legato ai fattori microclimatici, in particolare per i lavori all’aperto in condizioni di caldo severo); pianificazione degli orari di lavoro (è consigliato programmare le attività più pesanti nelle ore più fresche della giornata, al mattino presto o nel tardo pomeriggio); punti di ristoro (è necessario allestire aree ombreggiate e rifornite di acqua fresca per consentire ai lavoratori di riposarsi e idratarsi); formazione (Le aziende devono fornire formazione specifica ai lavoratori sui rischi del caldo e sulle misure di prevenzione); equipaggiamento (le aziende dovrebbero fornire abbigliamento adeguato, come cappelli a tesa larga, occhiali da sole e abiti leggeri).

La Cig

L’Inps ha fornito importanti chiarimenti sulle modalità di richiesta della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (Cigo) per eventi meteo legati al caldo. Queste indicazioni sono di particolare rilevanza per il settore edile, data l’influenza che l’emergenza climatica può avere sulla sicurezza nei cantieri e nei luoghi di lavoro.

La Cigo può essere riconosciuta se le temperature reali sono superiori ai 35°C, anche se è comunque possibile accedere alla Cigo anche in caso di temperature inferiori ai 35°C se «la temperatura percepita è più elevata di quella reale e crea disagio o pericolo per il lavoratore». Il riferimento alla «temperatura percepita» si applica in particolare a lavorazioni all’aperto non proteggibili dal sole, o a quelle caratterizzate dall’uso di materiali o macchinari che producono calore.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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