Cronaca

Calcinato, grazie a Enio e al bombardino la musica è di casa in sacrestia

Banda, fanfara e prove lontano dai vicini di casa: una passione nata 65 anni fa e ancora viva
Gianantonio Frosio
Enio, 81 anni, musicista da 65, suona il bombardino in sacrestia
Enio, 81 anni, musicista da 65, suona il bombardino in sacrestia

Suonare alla Scala di Milano o all’Arena di Verona, davanti a un pubblico di vip in abito da sera, sono capaci tutti. Comodo. Provino, quei professoroni d’orchestra in frac nero e papillon bianco, a esibirsi in sacrestia, dove nessuno ti ascolta tranne Lui.

Enio Savoldi, 81 anni, suona il bombardino in sacrestia. È lì che si esercita: «Pota – dice con un intercalare che tradisce le sue origini –. A casa disturbo familiari e vicini; in sacrestia, invece, siamo solo io e Lui. Non sono un professionista, ma credo che a Nostro Signore non dispiaccia un po’ di musica. Anche se stecco fa finta di niente...».

Premura

Il bombardino (euphonium, per quelli che hanno studiato) è uno strumento possente, con una voce vigorosa capace di attraversare i muri delle case e arrivare ai timpani dei vicini, che potrebbero non gradire. Fa bene Enio a cautelarsi. La premura a non disturbare il prossimo racconta una persona d’altri tempi, rispettosa e cortese: un gentleman.

Enio Savoldi con la banda
Enio Savoldi con la banda

La banda

Ci eravamo occupati di lui tempo fa, quando, alla fine di un concerto nella chiesa di Calcinato, gli amici della Banda avevano premiato la sua passione e una vita dedicata alla musica. Per l’attaccamento alla banda, un’infaticabile devozione che durava da parecchie decine di anni, Enio sembrava una mosca bianca già allora: uno da prendere ad esempio. Sono passati altri anni e lui è ancora lì che soffia nel bombardino: «La musica ce l’ho nel sangue – confessa –. Quando sento una banda mi viene la pelle d’oca. Mi piace anche la musica dei bersaglieri: infatti ho suonato pure nella fanfara di Salò».

Oltre al rispetto degli altri, c’è un altro motivo che spinge Enio a esercitarsi in sacrestia: «D’estate – spiega – a casa fa un caldo boia. In sacrestia, invece, c’è un bel freschino...».

Savoldi si esercita nella sacrestia della chiesa di Calcinato
Savoldi si esercita nella sacrestia della chiesa di Calcinato

A 16 anni

Un espediente che Enio ha affinato in 65 anni di musica: «Ho iniziato a suonare nel 1961, a 16 anni. Don Pierino Ferrari aveva recuperato alcuni vecchi strumenti per far rinascere la banda: visto il crescente entusiasmo, ne aveva acquistati di nuovi. Tra i giovani che avevano preso parte a quella esperienza c’ero anche io. Sono ancora qui...».

Fedele alla musica, Enio ha cambiato più volte strumento: «Ho iniziato con la tromba, poi sono passato al corno, infine al bombardino, dal quale non riesco a staccarmi. Oramai è parte di me...».

La scelta del luogo

Torniamo alla sacrestia: la scelta di questo insolito luogo per esercitarsi è frutto anche del fatto che Enio fa il sacrestano. In chiesa e dintorni, insomma, è di casa.

Precisa che nella sua lunga vita non si è occupato solo di paramenti, candelabri e casule: «Facevo il contadino: erano i tempi in cui le mucche si mungevano a mano e la terra si lavorava col cavallo. Il trattore era un lusso che non potevo permettermi».

È andata così. Enio è comunque contento: senza trattore ha faticato di più, ma col bombardino ha il privilegio di suonare davanti all’Onnipotente. Una credenza popolare dice che «la musica sale direttamente a Dio». Quella di Enio non ha bisogno di fare tanta strada: Lui è lì, a pochi metri.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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