Cronaca

Cabinovia Apollonio, Graffer: «Accuse già viste, noi sempre assolti»

Parla il legale dell’azienda bresciana coinvolta nelle perquisizioni riguardanti l’impianto per le Olimpiadi di Milano-Cortina: «Siamo assolutamente convinti di essere nel giusto»
Una delle cabine - foto Impianti Cortina
Una delle cabine - foto Impianti Cortina

Oltre all’ad di Simico e commissario di governo alle opere olimpiche Fabio Massimo Saldini, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Belluno per turbata libertà d’appalto relativa all’assegnazione dei lavori per la costruzione della cabinovia Apollonio-Socrepes, risultano indagati Valeria Cepi e Angelo Redaelli. Lo riportano il Gazzettino e il Corriere del Veneto. Cepi è l’ingegnera responsabile unica del progetto per Simico, mentre Redaelli è legale rappresentante dell’azienda Graffer, la società bresciana a cui furono affidati i lavori dell’impianto destinato a entrare in funzione con l’avvio delle Olimpiadi invernali.

La posizione della difesa

«Noi siamo assolutamente convinti di essere nel giusto, spero che quel fascicolo venga chiuso presto. Non è il primo procedimento su ipotesi di turbativa d’asta e siamo sempre stati assolti». Così Benedetto Maria Bonomo, legale di Angelo Redaelli, amministratore delegato della Graffer.

«Quello che spiace è la scelta di diffondere comunicati stampa. Siamo da poco stati assolti, sempre per un fatto di turbativa d’asta, a Verona, dopo che per anni siamo stati messi sotto accusa a piene pagine sui giornali, come avviene in questi giorni. Ci vorrebbe un po’ più di prudenza prima di rilasciare informazioni che lasciano il tempo che trovano. Ad oggi – ribadisce – non abbiamo mai perso».

Il legale ricorda che le materie sono estremamente tecniche e che, al netto dell’esito che anche questo procedimento avrà, «è accaduto spesso che si parta in pompa magna con inchieste clamorose, che nascono o da denunce anonime di parti che solitamente hanno perso l’appalto o da motivi politici. E poi il procuratore nemmeno si presenta al dibattimento a fare la requisitoria, perché capisce che i suoi supertecnici così tecnici poi non erano. Qui dietro c’è un mondo a parte, c’è tanta roba che un giorno salterà fuori su queste cose. Danno fastidio queste società piccole che permettono ai Comuni di andare avanti», chiude Bonomo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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