Bronchiolite, 500 ricoveri all’anno: «L’anticorpo per tutti sarà la svolta»

Lo spiega Arrighini (Civile). La Regione è al lavoro per rendere il farmaco gratuito per i neonati
La bronchiolite colpisce soprattutto bambini sotto i due anni © www.giornaledibrescia.it
La bronchiolite colpisce soprattutto bambini sotto i due anni © www.giornaledibrescia.it
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Oltre 500 bambini, in gran parte con meno di un anno di vita, sono stati ricoverati nel 2023 nel Bresciano per via della bronchiolite, un’infezione virale dei bronchi che può avere conseguenze molto gravi e, nelle situazioni più complesse, portare addirittura alla morte. A causarla, come spiega Alberto Arrighini, direttore del Pronto soccorso pediatrico del Civile, «nel 60% dei casi è il virus respiratorio sinciziale, il più frequente e il più cattivo».

Prevenzione

Per contrastarlo non esiste una terapia specifica («Si procede con ossigeno e idratazione»), ma si può agire in via preventiva: «È disponibile un anticorpo monoclonale, il Nirsevimab, che può essere somministrato una sola volta per tutta la stagione invernale ed è indicato per i neonati entro i primi otto mesi di vita. All’estero, penso ad esempio alla Galizia, la somministrazione a tappeto ha fatto calare i ricoveri dell’80%». Cosa non da poco considerato che alcuni bambini finiscono in terapia intensiva proprio a causa di questo virus.

Alberto Arrighini, direttore del Pronto soccorso pediatrico del Civile © www.giornaledibrescia.it
Alberto Arrighini, direttore del Pronto soccorso pediatrico del Civile © www.giornaledibrescia.it

Consapevole di ciò la Società italiana di Neonatologia (Sin), alcuni mesi fa, ha scritto alle Regioni e al Governo affinché il Nirsevimab (farmaco classificato in fascia C il cui costo è di alcune centinaia di euro) venga reso disponibile a tutti i neonati «per offrire ai bambini italiani le stesse opportunità di salute degli altri bambini europei - leggiamo nella lettera aperta di febbraio - evitando, nel contempo, che ci siano incomprensibili differenze addirittura tra le diverse Regioni del nostro Paese».

Tra le Regioni che stanno lavorando in tal senso c’è la Lombardia. A riferirlo è stato l’assessore Guido Bertolaso a inizio agosto. Novità sono attese presto, anche perché non c’è tempo da perdere: la somministrazione va fatta prima dell’inizio della stagione invernale. «Sarebbe la svolta», commenta Arrighini ribadendo quanto la bronchiolite possa essere pericolosa.

I numeri

«Colpisce solitamente i bambini fino ai due anni d’età - spiega il pediatra -. Più sono piccoli, più può essere grave. Ci sono lattanti maggiormente a rischio, perché ad esempio sono nati prematuri, molto piccoli o hanno altre patologie, ma può avere conseguenze importanti anche nei neonati sani. Rappresenta, infatti, una delle prime cause di ospedalizzazione e di morte dei bimbi piccoli».

«Nel Bresciano - prosegue - l’anno scorso, oltre 500 bambini sono stati ricoverati per bronchiolite, dei quali circa 300 da virus respiratorio sinciziale. Al Civile ne abbiamo avuti 160, nel 2021 erano 130». L’ospedalizzazione non è la soluzione per tutti: molti vengono curati a casa. Nel Pronto soccorso pediatrico «ne vediamo dai 300 ai 500 l’anno. Ha fatto eccezione il 2020, quando abbiamo avuto 29 accessi per bronchiolite, un numero ridottissimo per via dell’isolamento imposto dal Covid».

Tra i sintomi della bronchiolite, le difficoltà respiratorie © www.giornaledibrescia.it
Tra i sintomi della bronchiolite, le difficoltà respiratorie © www.giornaledibrescia.it

I sintomi principali sono «l’aumento della frequenza del respiro, il fatto che usino la pancia per respirare, l’alitamento delle pinne nasali, i rientramenti al giugulo e intercostali e la mancanza di appetito». Arrighini spiega che per prevenire l’infiammazione si può agire sui comportamenti (evitare di affollare le case in cui sono presenti i neonati, fare in modo che stiano distanti dai fratelli più grandi...), ma, come si può dedurre, è una strategia difficilmente applicabile. Oltre al Nirsevimab, esiste un altro anticorpo monoclonale, il Palivizumab, che già viene somministrato ai bambini che appartengono a categorie a rischio. L’iniezione, in questo caso, va però fatta una volta la mese. Da qui l’importanza di passare al Nisevimab. Quanto al vaccino, «quello disponibile - dice - non funziona sui bambini, ma sembra funzionare sulle mamme nella prima parte della gravidanza e sugli anziani che rischiano la polmonite».

Polmoniti

A proposito di polmonite Arrighini ammette che è stata un’estate atipica con «un agosto vivace e febbri durature». Nel Pronto soccorso pediatrico del Civile ci sono stati 77 accessi per polmonite da mycoplasma nel 2024 contro i 18 del 2023. In agosto 16 casi quest’anno, uno l’anno scorso. «Potrebbero aver inciso le alte temperature». Infine il Covid: «Abbiamo avuto numeri significativi, ma tutte situazioni non preoccupanti dal punto di vista clinico». 

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