Cronaca

Brescia, rinasce l’ex convento di Sant’Urbano tra coabitazione e sociale

Il complesso situato nel cuore del centro cittadino, lungo le pendici del Castello, sarà riqualificato entro l'estate 2027. Il progetto del Comune prevede la creazione di 25 posti letto, puntando sulla formula della coabitazione
Paola Gregorio
Il complesso presto in ristrutturazione
Il complesso presto in ristrutturazione

Si trova in contrada Sant’Urbano, la strada nel cuore del centro storico che si inerpica lungo le pendici del Castello. Un complesso storico, con più edifici che nel tempo si sono uniti, e un cortile interno, sorti su un sedime abitato fin dall’epoca tardo romana: hanno ospitato un convento e una chiesa, un carcere e dal 1920 alloggi popolari, vuoti da anni. Tranne uno.

L’ex convento

È di proprietà comunale e la Loggia ha deciso di riqualificarlo nell’ambito di un «piano casa» che vuole recuperare progressivamente il proprio patrimonio edilizio residenziale per rispondere all’emergenza abitativa presente anche nella nostra città e all’esigenza di appartamenti, in costante aumento, di chi non ha un reddito da alloggio popolare, ma non può permettersi i costi da mercato privato.

In contrada Sant’Urbano, si è pensato in particolare alla formula della coabitazione per studenti e lavoratori che alloggino temporaneamente nella nostra città, giovani coppie, nuclei monoreddito o famiglie. La Giunta ha approvato il progetto esecutivo: i lavori inizieranno a fine luglio e si concluderanno dopo l’estate 2027, per un investimento complessivo di due milioni e 781mila euro, di cui 850mila e 845 finanziati da un bandi di Regione Lombardia. «È una scelta politica, ovvero investire su un abitare accessibile, recuperando il nostro patrimonio edilizio», premette l’assessore comunale alla Casa, Alessandro Cantoni.

Il progetto

Una volta pronto, saranno 25 posti letto disponibili, suddivisi in quattro appartamenti: il più grande una coresidenza da 14 posti letto, con camere, spazio comune per la cucina e il soggiorno; il secondo con lo stesso modello, ma da sei, e gli altri per tre e due persone, quindi trilocale e bilocale. A piano terra ci saranno reception, lavanderia, centrale, ripostiglio - deposito comune, centrale termica. Ci sarà un gestore sociale che accompagnerà gli inquilini all’ingresso in casa e organizzerà incontri ed eventi oltre al portiere sociale, a piano terra.

Sono state trovate tracce documentali del vecchio abside della chiesa e sono in corso valutazioni con la Soprintendenza. Attualmente è in corso la manutenzione di 109 alloggi di proprietà della Loggia, 91 da parte di Aler e 28 del Comune. Entro fine anno dovrebbero essere tutti pronti per entrare nei bandi Erp. «L’obiettivo è trovare nuove tipologie di residenzialità all’interno di un complesso millenario unico» conclude l’assessore Valter Muchetti.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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