Due ruote per dare voce a chi non ce l'ha. Questo pomeriggio le strade del centro storico cittadino hanno ospitato «A ruota libera», manifestazione nata per riaccendere i riflettori sull’emergenza ambientale e umanitaria nella Striscia di Gaza. L’appello è quello che dall’inizio dell’escalation caratterizza il dibattito pubblico: il cessate il fuoco immediato a Gaza e la fine del conflitto in Medio Oriente, il disarmo globale ma anche il contrasto attivo alle catastrofi climatiche e alle nocività ambientali. L’emergenza idrica diventa allora un problema glocale in teatri di guerra come quello mediorientale. «L’acqua a Gaza era ed è fondamentale perché è sempre stato un centro di pesca. Ma un mare che riceve macerie e liquami non depurati è ormai compromesso. L’aspetto anche ambientale è fortemente deteriorato».
L’iniziativa
L'iniziativa è stata promossa da una fitta rete di realtà attive sul territorio: il Comitato per la Salute, Rinascita e Salvaguardia del Centro Storico, il Gruppo sportivo Uisp Carminiamo e il Movimento per la Partecipazione «CittadineCittadini». A sostenere la pedalata sono state chiamate a raccolta numerose sigle storiche dell'associazionismo bresciano, tra cui l'Anpi Caduti di Piazza Rovetta, il Coordinamento bresciano per la Pace e il disarmo, il Movimento Nonviolento, Basta Veleni e Sos Alberi. Insieme per chiedere il libero accesso di aiuto a Gaza e che il governo italiano tolga il veto alle sanzioni verso Israele in Consiglio europeo. «Rimanere fedeli alla nostra Costituzione significa anche difendere il diritto alla vita in Palestina, difendere i diritti dei bambini e chiedere la libertà per i palestinesi, la fine di un regime di apartheid e l'autodeterminazione. Significa anche chiedere che i nostri governi facciano altrettanto. I mezzi ci sono».
L’iniziativa ha rappresentato solo una delle tappe del percorso di mobilitazione: per sabato prossimo è già stato indetto un grande corteo per la Palestina, con concentramento fissato alle ore 15 alla metro di San Faustino.




