Oggi via ai saldi: per le famiglie bresciane budget da 102 milioni

La caccia all’affare è aperta. Oggi i saldi invernali scattano anche a Brescia, con oltre 9.000 attività coinvolte: Confcommercio prevede un giro d’affari di 102,2 milioni di euro, con circa 333.000 famiglie pronte a fare acquisti.
«La stima è sostanzialmente in linea con l’anno scorso, la speranza è che poi nella realtà dei fatti questi saldi invernali possano stupirci in positivo - commenta Carlo Massoletti, presidente di Confcommercio Brescia -. Siamo in una fase di stagnazione dei consumi per quanto riguarda soprattutto abbigliamento e calzature, che continuano a soffrire molto anche la concorrenza sleale dei grandi player online».
Segnali incoraggianti arrivano da dicembre. «La speranza di un miglioramento - aggiunge - è legata a un aumento dei visitatori nei centri storici bresciani, come registrato nei giorni scorsi dal sistema di rilevazione Analytics, con un +6% a dicembre che fa ben sperare. Rendere i centri storici più attrattivi e vivi è una delle grandi sfide che stiamo affrontando con le Amministrazioni, per mezzo delle politiche di valorizzazione messe in campo con strumenti come i Distretti del commercio. L’obiettivo è invogliare chi ha popolato i centri storici a dicembre ad acquistare nei negozi di prossimità, anche grazie ai professionisti del settore che rendono lo shopping un’esperienza di valore e unica».
Nodi da sciogliere
Più critica Confesercenti, che osserva come «molti bresciani abbiano già acquistato in pre-saldo» e che «la stagione degli sconti è sempre più lunga, iniziata ben prima di Natale tra black friday e promozioni». Secondo un’indagine Ipsos, infatti, quasi 2 milioni di italiani hanno fatto acquisti scontati tra Natale e Capodanno. «Il trimestre novembre-gennaio si è trasformato in una lunga stagione di sconti, comprimendo i margini e riducendo l’efficacia dei saldi come strumento di rilancio delle vendite - rimarca Barbara Quaresmini, presidente di Confesercenti Lombardia Orientale -. Prezzi e sconti devono essere chiari, verificabili e confrontabili, soprattutto nel digitale e nelle iniziative riservate a platee selezionate. È fondamentale il rispetto delle norme sugli annunci di riduzione di prezzo, a partire dal riferimento al prezzo più basso praticato nei 30 giorni precedenti, come previsto dalla legge».
Quaresmini avverte: «Senza un intervento in questa direzione il rischio è che i saldi perdano progressivamente la loro funzione, diventando solo un episodio all’interno di una promozione permanente. Uno scenario che crea confusione per i consumatori e difficoltà crescenti per il commercio bresciano, che chiede regole più efficaci per garantire concorrenza leale e pluralismo distributivo». Infine resta aperta la questione del calendario. «I saldi, per loro stessa definizione, dovrebbero rappresentare vendite di fine stagione - conclude Quaresmini -. Tuttavia l’attuale calendario ne indebolisce il significato, generando distorsioni nel mercato e penalizzando in particolare le imprese del commercio tradizionale».
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