Prelevati dai conti correnti e dai libretti postali, ma anche da buoni fruttiferi dei correntisti. E fatti sparire. Se nascosti in cassette di sicurezza in Svizzera o «investiti» in Gratta&Vinci, gli inquirenti, che senza fortuna li hanno cercati, non sanno dire. Sanno solo che erano poco meno di 800mila euro e che una di loro aveva titolo solo per gestirli, ma che entrambe non avrebbero mai potuto né intascarli, né tanto meno farli svanire nel nulla.
A rischio
Per aver messo le mani sui soldi altrui sono finite a processo Maria Emma Faita, ex direttrice degli uffici postali di Bornato, Corte Franca e Roncadelle, e Mariangela Pagnoni, sua conoscente e, per gli inquirenti, istigatrice delle numerose manovre illecite compiute a danno di una quarantina di clienti, oltre che della stessa filiale di Roncadelle. Il processo è entrato nel vivo ieri, dodici anni dopo gli ultimi episodi. In aula hanno testimoniato alcuni dei titolari dei libretti e dei conti alleggeriti, ma nel frattempo risarciti da Poste Italiane, che si è costituita parte civile nei confronti della coppia di signore difese dagli avvocati Gianluca Venturini e Matteo Rovatti nella speranza di rientrare almeno in parte del maltolto e che ora corre il rischio di rimanere con il cerino in mano.




