«La Sanità non è più gratuita. Nessuno lo dice, ma lo vediamo nei fatti: l’accesso a molti servizi avviene per censo. E in Italia ci sono oltre quattro milioni di persone che rinunciano alle cure. Urge una riforma che non venga calata dall’alto, ma coinvolga tutti gli attori, Ordine dei Medici compreso». A sostenerlo è il presidente Germano Bettoncelli, salito ieri sul palco del Brixia Forum in occasione dell’assemblea annuale che ha chiamato a raccolta tutti gli 8.462 iscritti (7.137 solo all’Albo Medici Chirurghi, 840 solo all’Albo Odontoiatri e 485 ad entrambi gli Albi). E ha dato il benvenuto ai 221 giovani medici e odontoiatri che nell’ultimo anno si sono affacciati alla professione.

Temi caldi
Il suo discorso ha evidenziato luci e ombre del momento storico che stiamo vivendo: Bettoncelli ha denunciato il fatto che sia «venuto a mancare quello Stato Sociale che dovrebbe garantire i diritti dei lavoratori, compreso quello alla Sanità pubblica. Dopo 47 anni il Servizio sanitario nazionale, del quale difendiamo i principi, ha bisogno di una revisione». Ha parlato di una «società dell’angoscia, che teme il dolore». Circa la tecnologia ha sottolineato quanto abbia inciso sia in termini di progressi terapeutici, sia sul rapporto medico-paziente «esonerandoci dallo sguardo clinico. La professione deve saper valorizzare il cambiamento rimanendo fedele al significato primo dell’essere medico. Un significato basato su valori costanti come l’umanità, la prossimità e la fiducia nella scienza».



