Cronaca

A Brescia 400 minori stranieri soli, il Garante: «Pochi tutori»

Mauro Ricca ha anche lanciato un appello alle associazioni bresciane delle imprese e dell’artigianato affinché «i ragazzi possano trovare un lavoro sicuro»
Sono molti i minori non accompagnati che arrivano in Italia - Foto d'archivio
Sono molti i minori non accompagnati che arrivano in Italia - Foto d'archivio

«I minori stranieri non accompagnati giungono in Italia per trovare un’occupazione e restituire alle famiglie d’origine il denaro del viaggio. Non conoscono l’italiano, non hanno un’istruzione e vivono una situazione di disagio e vulnerabilità. Il mondo del lavoro tende a inserirli in un modo non proprio strutturato. E in molti casi rischiano di diventare vittime dell’occupazione che stavano cercando».

— Daniela Fatarella (@DF_SaveChildren) December 19, 2024

Parte da queste considerazioni l’appello alla collaborazione che il Garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del Comune di Brescia, Mauro Ricca, lancia alle associazioni bresciane delle imprese e dell’artigianato affinché «questi minori stranieri possano trovare un lavoro sicuro. Mi piacerebbe coinvolgerle e avviare con loro una collaborazione».

Con i volontari

La questione è emersa durante l’incontro di ieri della Commissione consiliare Servizi alla persona e Sanità dedicato, appunto, alla relazione periodica del Garante, destinata ad essere presto sottoposta anche al Consiglio comunale. Attivo dal marzo 2023, Ricca ha riferito ai consiglieri presenti e in collegamento quanto fatto in questi quasi due anni per promuovere una cultura che metta al centro i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, vigilando sull’applicazione della convenzione Onu e segnalando eventuali fenomeni di esclusione sociale o discriminazione.

Entrando, poi, nel merito delle esigenze dei minori stranieri non accompagnati il Garante ha spiegato che tra comunità cittadine e provinciali se ne contano «circa 400 a fronte di 40 tutori volontari, un numero insufficiente». In questi mesi Ricca ha avuto modo di visitare alcune strutture e intende recarsi nelle altre prossimamente. Dagli incontri con i tutori volontari è emerso che «chiedono al Comune di poter disporre di uno spazio in cui incontrarsi e confrontarsi. Hanno inoltre manifestato l’esigenza che vengano attivati dei percorsi di formazione per i ragazzi che non parlano italiano. Il mio intento, ora, è quello di rivederli affiancati da figure che diano loro delle risposte».

Questi volontari, ha ricordato Ricca, «non percepiscono compensi, possono seguire fino a un massimo di tre minori e rappresentano per loro dei punti di riferimento a garanzia dei loro diritti. Quelli di recente nomina non conoscono bene il loro ruolo: vanno guidati. A selezionarli e formarli è il Garante regionale». I minori stranieri non accompagnati, che in carico alla Loggia sono 310, «hanno un’età difficile da definire che va dai 15 ai 17 anni».

Contro il disagio

In questi quasi due anni, Ricca, che è anche direttore medico dell’Ospedale dei Bambini dell’Asst Spedali Civili di Brescia, si è occupato pure di numerose iniziative di sensibilizzazione della comunità circa i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Ha avviato collaborazioni con l’Unicef, la Garante per i diritti delle persone private della libertà personale (perché «l’età d’ingresso in carcere si è abbassata») e realtà come l’Unità di ricerca psichiatrica del’Irccs Fatebenefratelli con l’intento di promuovere interventi di tipo educativo in ambito scolastico (partendo dalle medie) per prevenire forme di disagio.

E ancora: proseguirà il suo impegno verso l’«Ambulatorio delle Arti» che coinvolge i bambini ricoverati al Civile proponendo loro attività che vanno dalla musica al teatro fino alla creazione di cartoni animati. «Brescia – ha osservato – organizza tantissime cose per bambini e ragazzi, ciò che manca è un coordinamento». Ricca, infine, vorrebbe anche costituire un Osservatorio per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che indaghi temi come la povertà educativa, la disabilità e le fragilità sociali. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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