Una nuova telecabina per raggiungere il Monte Altissimo, un rifugio in quota, un nuovo marchio per il comprensorio e un prestito obbligazionario in arrivo in autunno. Sono i tasselli del nuovo corso di Borno, che con circa 24 milioni di euro di investimenti punta a trasformare la stazione in una destinazione capace di vivere dodici mesi l’anno.
Il progetto
Lunedì sera, in una piazza gremita, il Comune e la società degli impianti hanno presentato il progetto che dovrà cambiare il volto turistico del paese e dell’intero Altopiano, mostrando una telecabina del nuovo impianto, che dovrebbe entrare in funzione a dicembre 2027, il nuovo logo e la modalità di finanziamento.
Tutto l’anno
L’obiettivo più generale è accompagnare Borno verso un modello turistico sempre meno legato alla sola stagione invernale, visto che il nuovo impianto consentirà un utilizzo della montagna più ampio, favorendo attività e presenze per dodici mesi. Da qui il passaggio da Borno ski area a Borno Monte Altissimo, con il motto «una montagna da vivere tutto l’anno».
Per il comprensorio della media Valcamonica si tratta di un ritorno alle origini, visto che proprio Monte Altissimo era il nome scelto nel 1972 alla nascita del comprensorio stesso. Nel corso della serata è stato per questo presentato il nuovo volto della società degli impianti, con un logo e un brand ultra moderni.

Durante l’incontro è stato infine anche annunciato un nuovo prestito obbligazionario, che sarà emesso in autunno per coinvolgere ancora una volta cittadini e sostenitori del comprensorio. Un’esperienza già sperimentata nel 2016, quando la società aveva chiesto al territorio di credere nel rilancio della stazione.
Le tempistiche
Nel frattempo, la prossima stagione invernale 2026-2027 sarà garantita dagli impianti esistenti, senza il collegamento con l’Altissimo. Più complessa la tabella di marcia del nuovo rifugio sul Monte Altissimo, con la progettazione che dovrebbe concludersi in autunno e quindi l’avvio dell’iter autorizzativo. Solo allora si potranno fare previsioni anche sulla possibile riapertura del rifugio.
Rinascita
Il percorso di «rinascita» è stato avviato quattro anni fa con la messa in campo del Patto territoriale con la Regione, che gode di fondi dal Governo, dalla Comunità montana e dai Comuni dell’Altopiano, con Borno capofila. Sul palco, insieme al sindaco Matteo Rivadossi e all’amministratore delegato della società impianti Demis Zendra sono sfilati gli attori di questo grande progetto che lega tutti coloro che hanno a cuore Borno e l’Altopiano.



