I genitori di Anna Rosa Bartolotta, la bambina di 4 anni morta a Palermo per difterite, sono indagati dalla Procura per omicidio colposo per omissione. Al centro dell’inchiesta c’è la mancata vaccinazione della piccola contro la malattia infettiva. L’autopsia è stata fissata per mercoledì prossimo.
L’indagine è coordinata dalla procuratrice aggiunta Laura Vaccaro e dal procuratore Maurizio de Lucia. L’iscrizione dei genitori nel registro degli indagati è anche un atto a garanzia in vista degli accertamenti medico-legali, ai quali potranno partecipare consulenti nominati dalla famiglia.
Secondo quanto emerso, i genitori avevano scelto di non vaccinare Anna Rosa, ritenendo che una vaccinazione avesse causato l’autismo di un parente. La Procura intende ora approfondire anche la situazione vaccinale all’interno del nucleo familiare e tra le persone vicine alla famiglia, per valutare eventuali rischi per la salute pubblica. Dopo la morte della bambina, anche gli altri figli della coppia sono stati vaccinati.
La procura
Sulla vicenda si è mossa anche la Procura per i minorenni, che ha aperto un fascicolo civile per valutare la responsabilità genitoriale. Sono stati ascoltati i medici e la pediatra che aveva visitato la bambina prima del ricovero. La Procura minorile ha inoltre disposto verifiche urgenti nelle scuole materne ed elementari della zona nord di Palermo per accertare la presenza di minori non vaccinati.
Anna Rosa aveva manifestato i primi sintomi la scorsa settimana. Il 13 agosto i genitori l’avevano portata al pronto soccorso dell’ospedale Cervello con febbre, vomito e difficoltà ad alimentarsi. Era stata dimessa con una diagnosi di tonsillite essudativa febbrile e l’indicazione di tornare in ospedale in caso di peggioramento. Due giorni dopo era stata nuovamente accompagnata al pronto soccorso, con febbre persistente, rifiuto dell’alimentazione, debolezza e ridotta reattività. Il giorno successivo era stata intubata per insufficienza respiratoria e trasferita in terapia intensiva pediatrica all’Ospedale dei Bambini Di Cristina, dove è morta nella notte del 20 agosto.
La malattia
La difterite è una malattia infettiva acuta causata dal batterio Corynebacterium diphtheriae, che può produrre una tossina capace di danneggiare gravemente organi e tessuti. In Italia era diventata estremamente rara grazie alla vaccinazione: tra il 1990 e il 2009 erano stati registrati appena cinque casi, uno dei quali mortale nel 1991 in una bambina non vaccinata. L’ultimo caso non letale confermato risaliva al 1996.
Le accuse della madre
La madre ha poi accusato pubblicamente i sanitari di avere sottovalutato la situazione, sostenendo in un post sui social che la bambina fosse stata portata più volte al pronto soccorso. Sulla correttezza delle procedure sanitarie sono in corso accertamenti. Il direttore dell’unità di Malattie infettive del Policlinico di Palermo, Antonio Cascio, ha tuttavia osservato che la difterite può inizialmente manifestarsi come una tonsillite e che la diagnosi differenziale può essere difficile.
Nel frattempo è risultato positivo alla difterite anche il cuginetto di Anna Rosa, anche lui di 4 anni. Il bambino è ricoverato all’Ospedale dei Bambini, ma le sue condizioni non destano particolare preoccupazione. Aveva già ricevuto i primi cicli di vaccinazione e, secondo il direttore sanitario dell’Arnas Civico Domenico Cipolla, presenta immunoglobuline antidifteriche a livelli protettivi. Resta in osservazione e isolamento.
L’indagine epidemiologica
L’Asp di Palermo ha intanto avviato un’indagine epidemiologica per ricostruire la catena dei contatti della bambina e individuare l’eventuale origine del contagio. Tamponi e controlli sono stati effettuati su numerosi familiari e una ventina di componenti della famiglia si sono recati nei centri vaccinali. Per le persone eventualmente esposte sono previste verifiche sulla copertura vaccinale, tamponi e, quando necessario, profilassi antibiotica.
Dopo la notizia della morte della bambina, nei centri vaccinali di Palermo si è registrato un forte aumento delle richieste. In alcune sedi è stato necessario rafforzare la presenza dei medici e ricorrere alle scorte di vaccino esavalente.



