Cronaca

Bertolaso alla Giunta lombarda: «Melazzini al Niguarda o via la delega»

L’assessore al Welfare conferma la proposta e attacca le resistenze politiche sulla nomina: nella lettera all’esecutivo regionale l’ultimatum dell’assessore
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Guido Bertolaso - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Guido Bertolaso - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

«Ribadisco e confermo la proposta di nomina del dottor Melazzini a Direttore generale dell’Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda». E se la Giunta non intende procedere, «sarò grato al Presidente se vorrà adottare le relative determinazioni per ritirare la delega che ha voluto conferirmi». È un vero e proprio ultimatum quello che l’assessore al Welfare Guido Bertolaso mette nero su bianco in una lettera indirizzata alla Giunta regionale lombarda qualche giorno fa. Lo strappo al momento non è avvenuto, ma il clima resta teso, soprattutto con Fratelli d’Italia che presenta un’interrogazione sul fine vita allo stesso Bertolaso.

Al centro dello scontro c’è la nomina di Mario Melazzini, attuale direttore generale del Welfare, alla guida del Niguarda, dopo il pensionamento dell’attuale direttore generale Alberto Zoli dal primo ottobre. Bertolaso trasmette alla Giunta anche una nota del ministero della Salute che, scrive, «conferma l’assoluta compatibilità e idoneità» di Melazzini alla nomina.

L’assessore rivendica quindi la scelta e respinge le perplessità sull’età del candidato. «L’attuale presunta avversione alla nomina del dottor Melazzini alla guida del più importante e prestigioso ospedale pubblico italiano non trova alcun fondamento logico», scrive, sottolineando che il curriculum di Melazzini «si pone, senza dubbio alcuno, fra i migliori» dell’elenco nazionale degli idonei alla funzione.

«Gioco politico»

Bertolaso accusa quindi chi si oppone alla nomina di utilizzare criteri politici. «Valutazioni niente affatto pertinenti basate solo su presunte apparenze o valutazioni politiche di parte rischiano di compromettere quel lavoro incessante di miglioramento delle azioni finalizzate a garantire la tutela della salute dei nostri concittadini», afferma.

Nella lettera il riferimento allo scontro politico diventa ancora più esplicito. Bertolaso parla di «gioco politico»  e si dice amareggiato perché «a tale gioco politico si siano prestati autorevoli e stimati funzionari di questa Istituzione». Secondo l’assessore, l’interpretazione della norma sui pensionamenti sarebbe stata sostenuta «in malafede da chi si oppone a valorizzare il merito e le competenze rispetto a interessi personali e di parte».

Le altre nomine

Bertolaso solleva infine un interrogativo sulla nomina di un altro direttore generale: «Perché nessuno si è opposto alla nomina del dottor Casazza a Direttore Generale dell’ATS di Milano pur avendo allora interessato gli stessi parametri anagrafici del dottor Melazzini?».

Nella stessa lettera l’assessore conferma anche la proposta di Maria Grazia Colombo alla Direzione generale Welfare e annuncia che sottoporrà alla prima riunione utile della Giunta la propria proposta per la guida dell’Asst Fatebenefratelli Sacco. Poi il passaggio più netto: se le sue indicazioni non saranno accolte, la richiesta al presidente della Regione di ritirargli la delega.

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