Un tributo a metà, sospeso tra il rispetto della norma e la volontà di rendere un omaggio davvero solenne. Chi si aspettava che il fischio d’inizio di Lazio-Inter fosse preceduto dal classico minuto di raccoglimento per Evaristo Beccalossi è rimasto deluso. Ma dietro il silenzio mancato all'Olimpico non c’è solo il rigido protocollo della Federcalcio: c’è una precisa scelta di cuore e di opportunità firmata dall'Inter.
La scelta del club
È stata proprio la società nerazzurra, infatti, a tessere la trama della commemorazione. Pur scendendo in campo con il lutto al braccio – autorizzato in extremis dalla Figc – il club ha chiesto espressamente di non osservare il minuto di silenzio nella cornice romana.
Il motivo è chiaro: l’Inter vuole che il massimo tributo al «suo» numero 10 avvenga tra le mura amiche di San Siro. Una scelta per garantire a Beccalossi l’abbraccio corale del suo pubblico nella prossima partita casalinga, trasformando un obbligo burocratico in un momento di profonda commozione collettiva.



