Cronaca

Battaglia per l’adozione sfocia in stalking, donna di Ghedi condannata

La 48enne secondo il tribunale di Mantova ha oltrepassato i confini della legittima rivendicazione familiare
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Il palazzo di Giustizia di Mantova
Il palazzo di Giustizia di Mantova

Un anno e due mesi di reclusione, oltre al pagamento di una provvisionale di 8mila euro a favore delle due parti civili. È la condanna pronunciata dal tribunale di Mantova nei confronti di una donna di 48 anni di Ghedi, finita a processo con le accuse di stalking e diffamazione.

La vicenda

La vicenda, che ha radici profondamente bresciane, ruota attorno all’adozione della nipotina dell’imputata, rimasta orfana della madre – sorella della donna – a seguito di un tragico incidente stradale avvenuto dieci anni fa a Leno. All’epoca la bambina aveva solo tre anni e già era stata allontanata dalla madre per problemi di tossicodipendenza.

Da quel momento la zia aveva ingaggiato una lunga battaglia per ottenere l’adozione, opponendosi alla decisione che affidava la minore a una coppia di Mantova. Una battaglia che però, secondo la ricostruzione del tribunale, ha oltrepassato i confini della legittima rivendicazione familiare.

La 48enne avrebbe infatti pedinato i genitori adottivi, riprendendoli – secondo l’accusa – con il cellulare (video che però non sono emersi) e alimentando in loro uno stato di ansia e angoscia. Contestualmente, sui social e attraverso dichiarazioni pubbliche, aveva accusato la coppia di aver «sequestrato» la bambina e addirittura di aver pagato tangenti ai giudici per ottenere l’adozione. Parole e comportamenti costati all’imputata un ammonimento da parte del questore e ora la condanna in tribunale.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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