Nella Bassa in marcia per la pace nel nome di 20.000 bambini

Sono stati i tanti, troppi nomi di bambine e bambini vittime innocenti delle guerre, scritti su pezzi di stoffa ad aprire la camminata per la pace nel modo più vero e toccante possibile. Ventimila nomi leggeri come il tessuto sul quale sono stati scritti, eppure pesantissimi da sostenere, perché dietro ognuno di essi c’è una vita spezzata, una famiglia distrutta, un futuro negato.
L’iniziativa
In silenzio e con tutto il rispetto del caso, oltre cinquecento persone hanno iniziato così il loro cammino da vari paesi della Bassa: non una semplice passeggiata, ma un atto di memoria collettiva. L’evento, organizzato da varie associazioni della nostra provincia e promosso dal Coordinamento degli enti locali per la pace e la cooperazione, ha fatto tappa al Santuario della Stella a Bagnolo Mella. Una volta a destinazione, i partecipanti, hanno tappezzato il soffitto del gazebo esterno con queste strisce.

«La pace non si alimenta da sola – ha sottolineato il sindaco di Bagnolo Mella Stefano Godizzi – come tutti i valori fondamentali ha bisogno dell’impegno di ciascuno di noi. Viviamo in un mondo segnato dai conflitti: guerre che insanguinano intere regioni, fino alle deportazioni che oggi vediamo anche negli Stati Uniti. Quando vengono messi in discussione i diritti fondamentali, è allora che la pace vacilla». Un richiamo forte anche alla Costituzione italiana che, sottolinea Godizzi «che, con l’articolo 11, indica chiaramente la rotta del Paese: “L’Italia ripudia la guerra”. La nostra stella polare è la pace».
I messaggi
Molto toccante anche l’intervento di don Faustino Pari, parroco di Bagnolo Mella, che ha ricordato come la guerra non colpisca solo chi combatte. «Non muoiono solo i soldati – ha ricordato - ma soprattutto i civili: nonni, papà, mamme e bambini». Parole che restituiscono tutta la drammaticità dei conflitti armati, che spezzano intere comunità. «Le vicende che il mondo sta vivendo – ha aggiunto il parroco –, non ci fanno solo soffrire, ma ci obbligano anche ad interrogarci sul nostro ruolo e sulle responsabilità di ciascuno».

Un invito a non abituarsi al dolore, a non restare indifferenti e per il quale don Pari ha preso in prestito le parole del cardinale Pierbattista Pizzaballa e spiegato che è importante che ognuno di noi diventi un «artigiano di pace». È toccato a Dario Selleri, referente Coordinamento cittadini per la Pace Bassa Bresciana centrale, chiudere la manifestazione: «Un evento dedicato ai bambini ai quali viene negato il futuro. Abbiamo voluto un cammino silenzioso per lanciare un forte messaggio di speranza».
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