Prima il bar ha abbassato la serranda. Poi il paese ha iniziato a spegnersi. A Memmo, frazione montana di Collio con meno di 100 abitanti, la chiusura del Pinocchio, nel 2021, aveva lasciato un vuoto che andava ben oltre la perdita di un esercizio pubblico: era venuto meno il luogo dove incontrarsi, scambiare due parole e mantenere vivi i rapporti di una comunità.
Quella luce si è riaccesa grazie a un gruppo di residenti, originari del paese e persone profondamente legate a Memmo che hanno deciso di rimboccarsi le maniche e dare vita al circolo «Gli amici di Memmo», inaugurato sabato scorso nei locali concessi gratuitamente dal Comune.
L’iniziativa
«Tutto è nato quasi per scherzo – racconta il presidente Fabio Poli –. Parlando con la sindaca Mirella Zanini le dissi: "E il Pinocchio?". Lei mi spiegò che anche l’ultimo bando era andato deserto e io risposi: "Lo apro io". Da lì abbiamo iniziato a lavorarci davvero». Per Poli la scelta ha anche un valore personale. A Memmo aveva la casa il padre Giuseppe, scomparso lo scorso novembre, e vedere il borgo sempre più vuoto gli procurava un senso di tristezza.
«C’erano poche occasioni per stare insieme, si vedevano sempre meno persone, allora ho pensato che, invece di lamentarsi, fosse il momento di fare qualcosa».

Non è stato semplice. L’idea di un circolo riservato ai soci, con tessera associativa, inizialmente ha suscitato qualche perplessità.
«Era una novità, qualcuno faticava a capirne il senso – aggiunge Poli –. Oggi, però, siamo già arrivati a 105 tessere».
Gli over 75 residenti a Memmo ricevono gratuitamente la tessera perché il progetto è nato soprattutto pensando a loro, ma tra gli iscritti ci sono anche famiglie e giovani: «L’estate porta sempre un po’ di movimento, il vero problema è l’inverno, quando bisogna convincere le persone a uscire di casa. Se ci si ritrova, però, il paese resta vivo».
Lavoro di squadra
Insieme a Poli si sono messi in gioco la vicepresidente Wilma Paterlini, la segretaria Tiziana Tavelli e i consiglieri Ugo Papa e Valentina Poli, figlia del presidente. Il circolo non è un bar tradizionale: non esiste un listino prezzi né c’è una vera e propria attività di somministrazione.
C’è un frigorifero con bibite, qualcosa da mangiare e una cassetta dove ciascuno lascia un’offerta in base a ciò che consuma. Chiunque può contribuire come preferisce: portando una bottiglia avanzata da una festa, un salame, del formaggio o, appunto, lasciando un'offerta.
«Finché nella cassetta ci saranno risorse il circolo continuerà a vivere – spiega Poli –. Noi abbiamo anticipato le spese iniziali, ma l’obiettivo è che diventi sempre più autogestito».
Per il paese
Tutto ciò che rimane, una volta coperte le spese, verrà reinvestito per il paese. L’obiettivo è restaurare la fontana seicentesca della frazione da anni senz’acqua e contribuire alla manutenzione di strade e spazi pubblici.
«Vorrei che diventasse un volano capace di camminare da solo. L’idea è far rinascere il senso di comunità, capire insieme quali sono i problemi e come risolverli».


