I bimbi bresciani del «Roma Express»: «Il Papa sempre al nostro fianco»

Daniela Zorat
Commozione tra i 57 piccoli di Bedizzole e Calvagese impegnati nel viaggio nella Capitale: sono stati raggiunti dalla notizia della morte del pontefice mentre erano in pullman
I bambini a Roma - © www.giornaledibrescia.it
I bambini a Roma - © www.giornaledibrescia.it
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Grande sgomento e tanta tristezza. Ma con nel cuore la certezza di avere papa Francesco sempre al proprio fianco a vegliare sulle loro vite. Così hanno vissuto il dramma della morte del pontefice i bambini di prima media di Bedizzole e Calvagese impegnati - insieme al curato, don Michele Dosselli, ad alcuni genitori ed educatori - con il «Roma Express», il pellegrinaggio sulle orme di San Pietro e San Paolo promosso a coronamento del catechismo.

Il viaggio

Partiti lunedì mattina sono stati raggiunti dalla notizia mentre erano in pullman. Qualcuno si è commosso e non è riuscito a trattenere le lacrime, anche se particolarmente colpiti e affranti sono stati soprattutto gli adulti che hanno provato «un forte dolore come se fosse mancato uno di famiglia». «C’è stato un momento di grande dispiacere quando abbiamo comunicato ai ragazzi che il Papa era morto - racconta don Michele -. Ci tenevano molto ad incontrarlo, tanto che avevano preparato una coperta con riquadri di stoffa da mostrare in piazza San Pietro che il pontefice avrebbe dovuto benedire. Ma abbiamo chiesto che dal cielo lui ci protegga e ci custodisca. E seppur con tristezza, questo non ci ha impedito di vivere le bellezze di Roma, affidandoci alla sua protezione».

Lo confermano proprio i bambini con i quali siamo riusciti a parlare in un momento di riposo, nel campeggio di Ostia dove hanno dormito: «Eravamo venuti a Roma apposta per vederlo - racconta Giulia di 12 anni -, avevamo anche preparato un telo con la scritta colorata "Bedizzole è qui" e quando ci hanno dato la notizia ci siamo rimasti male. Però sappiamo che lui è sempre con noi».

Leonardo, pure lui dodicenne, ma di Calvagese, confida: «Sapevo che era malato ma speravo che resistesse ancora, invece... Sono triste ma so che sarà sempre accanto a me. Quando oggi (ieri, ndr) siamo entrati in San Pietro sono rimasto colpito dalla bellezza della chiesa ma anche dal grande silenzio che c’era, nonostante ci fossero tantissime persone. E una volta dentro abbiamo pregato per lui».

Emozioni

A colpire Emma, della media «Calini» di Bedizzole, è stata la visita alla chiesa di San Paolo fuori le mura: «Davanti ai tondi raffiguranti i visi dei Papi e quelli vuoti ho provato una forte emozione. Pensavo che la storia della chiesa fosse più breve, invece i Papi sono davvero tanti. Mi spiace molto che Papa Francesco sia morto, mi piacevano la sua saggezza e la sua simpatia e da quel che ho sentito in casa, a scuola e a catechismo, era stato bravo, attento ai poveri e molto buono. Il suo saluto ai fedeli in piazza il giorno di Pasqua è stato un ultimo gesto di generosità».

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L'intervento di monsignor Angelo Vincenzo Zani

«Abbiamo ricevuto la notizia e tra noi catechisti è sceso il gelo e il cuore ha avuto un tonfo - aggiunge Annalisa Giannotti -. Poi don Michele ha interrotto i canti e ha dato la notizia e lì c’è stato un momento di forte empatia. E abbiamo pregato. Il viaggio è proseguito permeato da una forte tristezza, come se si trattasse di uno di famiglia, ma come se lui ci stesse accompagnando. Per chi vive la Chiesa la morte è comunque un momento di unione con Dio».

Quest’oggi i 57 bresciani parteciperanno alla messa in San Giovanni Laterano per poi fare ritorno a casa, dopo aver attraversato le Porte Sante di San Pietro, San Paolo fuori le Mura e Santa Maria Maggiore. L’esperienza del pellegrinaggio per i ragazzi è molto importante: «Per noi accompagnatori - conclude don Michele - è un momento in cui vediamo che crescono e vivono un aspetto profondo della fede che custodiranno nel cuore per sempre».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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