Bagnolo Mella piange Alessandro: «Cuore buono che continuerà a battere»
La chiesa non riusciva a contenere il dolore. Un silenzio denso, attraversato solo da singhiozzi, riempiva ogni spazio, mentre fuori il rombo delle moto rompeva l’aria come un ultimo, struggente saluto. In sella alle loro due ruote gli amici di sempre hanno voluto accompagnare Alessandro Cagioni nel suo ultimo viaggio terreno, stringendosi a lui ancora una volta.
Oggi, mercoledì, l’intera comunità si è fermata per dargli l’ultimo saluto. Durante la celebrazione, le parole del parroco don Faustino Pari hanno cercato di dare conforto a un dolore difficile da accettare. Il ricordo di Alessandro si è fatto subito vivido: «Proprio ieri – ha ricordato il parroco don Faustino Pari durante la messa concelebrate insieme al curato don Giovanni Consolati e don Mario Cotelli – vedevo nella vostra casa la foto di Alessandro con la sua nipotina Azzurra quando a dicembre le ha fatto da padrino, il suo sorriso diceva tutto. Anche domenica, poco prima che Alessandro avesse quel drammatico incidente, aveva vissuto una bella festa in famiglia, un pranzo tutti insieme».
L’affetto
E guardando la chiesa piena, don Faustino ha sottolineato quanto Alessandro fosse amato: «Qui vedo tanti amici, moltissimi ragazzi, anche molti compagni del Pascal con le insegnanti. Questo ci fa capire il valore che Alessandro dava alla famiglia e agli amici. Il suo cuore buono continuerà a battere nei nostri ricordi».
Al termine della funzione, le parole hanno lasciato spazio alla commozione. In molti hanno voluto leggere un pensiero, condividere un ricordo. Particolarmente toccante il messaggio delle insegnanti dell’Itis, dove Alessandro si era diplomato meno di un anno fa: «Caro Alessandro, sono stata la tua insegnante di italiano, ma oggi sono a corto di parole. Hai frequentato la nostra scuola con senso di comunità e appartenenza che ci ha reso orgogliosi. È stato un onore accompagnarti in un piccolo pezzo della tua vita. Oggi ci sentiamo tutti un po’ più soli, ma ricorderemo il tuo sorriso e ne faremo memoria». Poi, con la voce spezzata, sono stati gli amici a salutarlo. Parole semplici, autentiche, le più difficili da pronunciare: «Un ragazzo dal cuore d’oro, aveva un grande senso di umorismo».
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