Attacco Usa in Venezuela, almeno 40 morti tra civili e militari

A riferirlo è il New York Times: tutte le vittime sono del Paese sudamericano. Trump: «Feriti alcuni soldati statunitensi ma nessuna perdita»
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L'attacco militare statunitense a Caracas, Venezuela
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Almeno 40 persone sarebbero rimaste uccise nell'attacco statunitense contro il Venezuela avvenuto nelle prime ore di sabato, tra cui militari e civili, secondo quanto riferito da un alto funzionario venezuelano che ha parlato in condizione di anonimato. Lo riporta il New York Times.

Donald Trump, intervenuto ieri su Fox News, ha detto che nessun soldato americano è rimasto ucciso. Ha tuttavia suggerito che alcuni militari sono rimasti feriti. Il generale Dan Caine, capo dello stato maggiore congiunto, ha dichiarato in seguito, durante una conferenza stampa a Mar-a-Lago con il presidente Trump, che uno degli elicotteri statunitensi impegnati nell'operazione di cattura del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie era stato colpito ma «era rimasto in grado di volare» e che tutti i velivoli statunitensi «sono tornati alla base».

La Cina

Nel frattempo la Cina ha chiesto l’immediato rilascio di Maduro e della moglie. «La Cina chiede agli Stati Uniti di garantire la sicurezza personale del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie, di rilasciarli immediatamente e di fermare il rovesciamento del governo in Venezuela», ha affermato il ministero degli Esteri cinese in una nota, definendo l'attacco una «chiara violazione del diritto internazionale».

I video di Maduro

Nel frattempo Nicolás Maduro, al potere in Venezuela dal 2013, è arrivato a New York nel tardo pomeriggio del 3 gennaio. Le immagini lo mostrano mentre scende dall’aereo scortato da decine di agenti e viene accompagnato all’interno dello scalo.

La Casa Bianca ha pubblicato il video sui social con la scritta «Perp walked–il colpevole ha camminato». Maduro appare con una felpa nera con cappuccio e le manette, affiancato da agenti della Dea e dell’Fbi. Nel filmato si sente dire «buonanotte» e «buon anno nuovo» mentre percorre un corridoio con un tappeto blu recante la scritta «Dea Nyd».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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