Assolti in Appello gli agenti accusati di aver picchiato un disabile

La corte d’Appello di Brescia ha ribaltato, assolvendo gli imputati, la sentenza di prima grado con cui nel 2023 due agenti di polizia locale, all’epoca dei fatti in servizio a Salò, erano stati condannati a tre anni per aver picchiato un disabile durante un controllo stradale che era poi sfociato in un arresto per resistenza e lesioni.
In primo grado, nel maggio del 2023, Marco Bergognini e Fabio Tarantini erano stati condannati a tre anni di reclusione e cinque di sospensione dai pubblici uffici mentre la sentenza, pronunciata ieri pomeriggio, li ha assolti dalle accuse mosse loro da un 43enne gardesano affetto dalla sindrome di Tourette.
Sulla strada
Il 24 marzo del 2017 il 43enne non si era fermato all’alt che la pattuglia della Locale gli aveva intimato con la paletta. Ne era nato un inseguimento ad altissima velocità nel centro abitato e poi, quando gli agenti erano riusciti a bloccare la vettura con la propria, una violenta colluttazione nel tentativo di togliere le chiavi dal quadro e far scendere l’uomo dall’auto per impedire che ripartisse. Il 43enne aveva riportato la frattura di una costola e ferite al volto.
Nell’atto d’Appello il difensore ha scritto che «per gli imputati al momento del controllo l’identità del conducente era ignota» respingendo la tesi di un accanimento contro il 43enne e poi ha proseguito spiegando che «nessuno dei testimoni che hanno assistito agli aventi ha riferito di violenze inferte dagli operanti» precisando che tutto il processo è incentrato su quanto accaduto nell’abitacolo dell’auto.
«Rispetto alla frattura della costola che sarebbe stata provocata da un calcio - scrive l’avvocato Giorgio Zanelli - Bergognini è stato visto con il busto e le braccia dentro l’abitacolo e per colpire avrebbe dovuto scendere, ma nessuno dei testimoni ha riferito di averlo visto» e poi ancora che «le lesioni al volto possono essere stata causate dagli urti tra le autovetture, ai movimenti inconsulti del conducente dovuti alla sua patologia o ai tentativi di estrazione dalla vettura» da parte degli agenti. Per la difesa «se anche fossero riconducibili a tale ultima causa è evidente che in quel contesto l’uso della forza era necessario proprio da quella situazione che si era creata, però, per esclusiva responsabilità» del 43enne.
Una tesi che evidentemente la Corte d’Appello ha accolto, assolvendo i due agenti.
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