«Bassi in graduatoria perché non residenti, ma da noi l’asilo non c’è»

La storia di Fabiana, mamma da pochi mesi: «A conti fatti, mi conviene non rientrare al lavoro e stare a casa con il mio bimbo»
L'iscrizione all'asilo nido si complica se la famiglia non è residente nel Comune in cui si fa richiesta © www.giornaledibrescia.it
L'iscrizione all'asilo nido si complica se la famiglia non è residente nel Comune in cui si fa richiesta © www.giornaledibrescia.it
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Cosa succede se il posto non c’è? Che si finisce in graduatoria. È la trafila che sta seguendo Fabiana, non senza amarezza: «Sono una neo-mamma, sono infermiera e mio marito ha una piccola attività che lo impegna sei giorni su sette. Abbiamo solo una nonna, che può aiutarci ma che non può farsi carico della nostra piccolina ogni giorno e per troppe ore. D’altro canto io sarei pronta a tornare al lavoro e per questo - racconta la 34enne - abbiamo fatto domanda per il nido d’infanzia, un servizio di supporto fondamentale per la mia famiglia. Ad oggi, la nostra bimba non risulta ammessa, siamo in lista d’attesa. Mi è stato spiegato che uno dei parametri che ci fa risultare più bassi in graduatoria sta nel fatto che non siamo residenti nel Comune in cui abbiamo fatto richiesta. Ma come può essere colpa nostra se nel nostro Comune, ossia a Bassano Bresciano, l’asilo per i piccolissimi non c’è? Basta consultare il sito istituzionale per verificarlo: il servizio è disponibile a partire dai tre anni. La prossima domanda possiamo presentarla in primavera, oppure dobbiamo sperare che ci siano molte rinunce. Ma il risultato è che, nel frattempo, io non posso tornare al lavoro».

Fabiana non ha provato a iscrivere la sua piccola in un nido privato: «Abbiamo una fascia di reddito intermedia che non ci colloca tra le famiglie indigenti, ma non possiamo neppure permetterci di pagare rette altissime: mi ritroverei a convogliare la maggior parte dello stipendio nella rata mensile dell’asilo, senza contare che dovrei comunque fare la pendolare da un Comune all’altro e, in ogni caso, integrare con una baby sitter. Non ci vuole molto per capire che, a conti fatti, mi conviene stare a casa con la mia bimba, anche se lo trovo ingiusto. Spesso si parla di donne che lasciano il lavoro o che faticano a fare carriera: anche questi ostacoli contribuiscono - conclude Fabiana -. Intanto, incrocio le dita e cerco di non arrabbiarmi troppo quando si parla della denatalità in Italia».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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