Cronaca

Soiano tra sorpresa e dubbi: «Se fosse stato colpevole sarebbe fuggito»

Una piccola folla si è radunata davanti alla villa di Giacomo Bozzoli e ha seguito tutte le fasi dell’arresto
Alice Scalfi
I carabinieri e il pm Alessio Bernardi nell'abitazione di Bozzoli a Soiano dove è stato arrestato il 39enne
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I carabinieri e il pm Alessio Bernardi nell'abitazione di Bozzoli a Soiano dove è stato arrestato il 39enne

Se è stato rintracciato lì, in casa sua, allora «tutto è possibile». A Soiano ieri pomeriggio regnava lo sgomento: una piccola folla si è radunata di fronte a casa di Giacomo Bozzoli. Davanti al cancello, un numero imprecisato di auto dei Carabinieri e della Questura. Numerosi agenti, in divisa e in borghese. Dall’altra parte della strada, decine di persone si sono avvicendate per dare un’occhiata. Lo stesso è accaduto sul retro dell’abitazione, più defilato e forse per questo scelto dai Carabinieri come punto di uscita di Bozzoli in manette.

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Arrestato Giacomo Bozzoli: l'uscita dalla villa di Soiano

Sorpresa

Chi abita in via San Carlo ha raccontato di aver notato movimenti strani sin dalle 15.30: «Mi sono preoccupata - racconta una vicina - perché numerosi uomini che non avevo mai visto si aggiravano lì attorno. Prima ho pensato fosse qualcuno che voleva introdursi in casa, del resto pensavamo tutti che fosse disabitata, poi ho realizzato che si trattava di Carabinieri in borghese».

A quel punto la notizia dell’arresto si è diffusa e non c’è più stato spazio per le supposizioni: «Siamo sconvolti - è il commento del sindaco, Alessandro Spaggiari -. In questo periodo ci eravamo convinti di tutto e del suo contrario. Ormai credevamo fosse lontano, all’estero, per una fuga che aveva pianificato nei dettagli. Invece era qui, chissà da quanti giorni».

I dubbi

Tutto ormai sembra essere possibile: «A questo punto i dubbi sulla sua colpevolezza, o innocenza, si fanno ancora più forti: ha avuto nove anni di tempo per pianificare la fuga, aveva la possibilità di raggiungere un Paese senza estradizione. Se fosse stato colpevole, forse avrebbe avuto la freddezza di andarci».

È stato per giorni l’argomento principe delle conversazioni in paese e ieri si è raggiunto l'apice. Ma nessuno ha notato alcunché nei giorni scorsi: «Attorno alla villa, tolto qualche giornalista, non si è mai visto nessuno - spiega un altro vicino -. Non ci sono mai stati movimenti o una luce accesa».

Tanto che a qualcuno era venuta l’idea di collocarne una di fuori, per non lasciare al buio l’ingresso di casa. Bozzoli era dentro.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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