Nelle prime ore di lunedì mattina, nelle regioni Abruzzo, Emilia Romagna, Umbria e Toscana, il Raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri, in collaborazione con i Comandi provinciali competenti per territorio, ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare con successivo trasferimento presso un istituto penale minorile, emessa dal gip del tribunale per i minorenni di L’Aquila su richiesta della Procura per i minorenni, a carico di un 17enne pescarese domiciliato nella provincia di Perugia.
Il minore è ritenuto gravemente indiziato dei delitti di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre che di detenzione di materiale con finalità di terrorismo. Le indagini hanno permesso di contestare al giovane il reperimento e la diffusione di manuali contenenti istruzioni dettagliate per la fabbricazione di congegni bellici e armi da fuoco.
«Progettava una strage»
Tra il materiale sequestrato figurano documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, nonché vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto inserito in una chiara cornice di finalità terroristica. E l’idea è quella che progettasse una strage a scuola.
Le indagini hanno altresì documentato i contatti tra il minore e il vertice del gruppo Telegram denominato «Werwolf Division», incentrato su contenuti e narrazioni legati alla supposta superiorità della «razza ariana». Sono state effettuate anche sette perquisizioni locali, personali e informatiche nei confronti di altrettanti minorenni nelle provincie di Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo. I minori appaiono inseriti in un ecosistema virtuale transnazionale, composto da gruppi e canali social di matrice neonazista, accelerazionista e suprematista e particolarmente sensibili alla carica istigatoria del materiale ideologico condiviso e alla fascinazione per la violenza e l’estremismo.
Da Brescia
L’indagine, avviata a ottobre del 2025 dalla Sezione anticrimine di L’Aquila, è stata originata dalla pregressa attività antiterrorismo (indagine Imperium) conclusa nel luglio 2025 dalla Sezione anticrimine Carabinieri di Brescia e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo, nell’ambito della quale venne perquisito anche il minore coinvolto nell’esecuzione della misura cautelare.
Un bresciano di 21 anni venne raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Vennero disposte dal pm 26 perquisizioni su tutto il territorio nazionale. In particolare l’indagine si era sviluppata attraverso il monitoraggio dei profili social Telegram e TikTok del ventunenne.
Le investigazioni si erano quindi estese ad altri canali social, consentendo di identificare ulteriori 29 membri, molti dei quali di età compresa tra 18 e 25 anni (cinque dei quali minorenni all’epoca dei fatti), residenti su tutto il territorio nazionale e sottoposti a indagine.
Gli atti
«Dall’ispezione del contenuto della memoria del cellulare del diciassettenne e degli account è stata rilevata la presenza di abbondante materiale (immagini, video, documenti, Stickers, meme) di propaganda neonazista e suprematista, che incita all’azione diretta ad accelerare il collasso della società moderna per favorire la conquista della supremazia della razza bianca». A scriverlo è il giudice del tribunale dei minorenni di L’Aquila.
Dagli atti Bresciani è emerso che il diciassettenne era attivo nella divulgazione del materiale «nell’ambito del quale assume specifica rilevanza quello relativo agli atti terroristici compiuti da Anders Behring Breivik e Brenton Harris Tarrant, presentati quali santi, ossia autori di azioni dirette all’uccisione indiscriminata di vittime individuate in base all’appartenenza etnica, dei quali sono divulgati i manifesti ideologici».
Nei gruppi online controllati dalla Procura di Brescia si parlava anche di pratiche sataniste attraverso «l’eliminazione sacrificale di individui appartenenti a categorie deboli inferiori per favorire l’avvento di uno Stato autoritario incentrato sulla razza ariana». Venivano esaltati come modelli di condotta personaggi noti, scrive il gip, «per la commissione di stupri e femminicidi come Angelo Izzo e Filippo Turetta».


