I due ragazzi pachistani arrestati a dicembre dalla Digos con l’accusa di fare propaganda online per la Jihad islamica hanno ottenuto il rito abbreviato. Si torna così in aula il 27 marzo per il processo.
L’accusa
Nei loro confronti l’accusa è di apologia aggravata dalla finalità di terrorismo. In rete, via social, inneggiavano alla guerra santa e al martirio e dopo il 7 ottobre i messaggi a sostegno di Hamas contro Israele erano diventati quotidiani. «Sei miliardi di ebrei devono piangere» e ancora: «Presto se Allah vuole non ci saranno più ebrei nemmeno in Israele». Ma i due giovani arrestati usavano la rete anche per diffondere odio razziale e nei confronti delle donne.
Le indagini
I due pachistani sono in arresto dal dicembre scorso, dopo indagini durate un anno nel corso delle quali sono stati monitorati, seguiti sul web e anche nella vita di tutti giorni. c’è anche un terzo indagato a piede libero, un connazionale coetaneo che deve rispondere di odio razziale.



