Ma quali funzioni possono svolgere, in concreto, queste aree omogenee? Lo studio risponde anche a questa domanda: in primis non nascerebbe un ulteriore ente amministrativo in senso stretto, ma le aree verrebbero gestite «autonomamente dalle realtà locali che ne fanno parte».
Per quel che riguarda il raggio d’azione, al momento una normativa chiara non esiste: potrebbe nascere come ente di coordinamento tra Comuni e Provincia, oppure come una cordata di Comuni, ossia «una struttura sovracomunale in grado di rispondere a esigenze e offrire servizi che talvolta il singolo Comune non riesce pienamente a soddisfare, oltre che, più in generale, interloquire con i livelli superiori portando unitariamente la voce di territori con caratteristiche (e dunque istanze) comuni».




