Aree omogenee, organismo tutto da riempire di funzioni

Non nascerebbe un ulteriore ente amministrativo in senso stretto, ma le aree verrebbero gestite «autonomamente dalle realtà locali che ne fanno parte»
Palazzo Broletto, sede dell'amministrazione provinciale - © www.giornaledibrescia.it
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Ma quali funzioni possono svolgere, in concreto, queste aree omogenee? Lo studio risponde anche a questa domanda: in primis non nascerebbe un ulteriore ente amministrativo in senso stretto, ma le aree verrebbero gestite «autonomamente dalle realtà locali che ne fanno parte».

Per quel che riguarda il raggio d’azione, al momento una normativa chiara non esiste: potrebbe nascere come ente di coordinamento tra Comuni e Provincia, oppure come una cordata di Comuni, ossia «una struttura sovracomunale in grado di rispondere a esigenze e offrire servizi che talvolta il singolo Comune non riesce pienamente a soddisfare, oltre che, più in generale, interloquire con i livelli superiori portando unitariamente la voce di territori con caratteristiche (e dunque istanze) comuni».

Del resto, a prevedere la formazione di aree omogenee è proprio l’articolo 3 dello statuto del Broletto: neppure qui è però specificato quali debbano essere i compiti affidati a queste entità. Lo statuto prevede invece quale sia l’iter da seguire per istituirle: la costituzione delle aree omogenee deve cioè avvenire con una deliberazione dell’Assemblea dei sindaci, su proposta del Consiglio provinciale.

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