Cronaca

Aperta un’inchiesta sul caso del parroco di San Paolo

I carabinieri vogliono ricostruire la vicenda che ha portato alle dimissioni del sacerdote
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

La procura di Brescia ha aperto un'inchiesta per capire i contorni dell'addio del parroco © www.giornaledibrescia.it
La procura di Brescia ha aperto un'inchiesta per capire i contorni dell'addio del parroco © www.giornaledibrescia.it

Dopo il racconto-confidenza di un ragazzino, le dimissioni in tutta fretta presentate alla Diocesi e accolte dal Vescovo, anche la Procura vuole vederci chiaro sul caso del parroco di San Paolo.

È infatti stata aperta un’inchiesta – al momento senza indagati – sull’addio del sacerdote che era arrivato nel paese della Bassa bresciana solamente ad ottobre e che il 3 gennaio ha lasciato un incarico perché «sono emerse situazioni ed elementi di criticità che consigliano di interrompere immediatamente l’esperienza nella comunità parrocchiale» ha spiegato il Vescovo in una lettera inviata alla comunità di San Paolo e letta in chiesa nella messa domenicale.

Le indagini

I militari dell’Arma stanno raccogliendo informazioni su richiesta della Procura dato che l’addio del parroco è arrivato cinque giorni dopo lo sfogo di un ragazzino che confidandosi con un’animatrice ha spiegato di aver subito presunte attenzioni particolari da parte del sacerdote. La catechista si è confrontata con un altro educatore e poi con un terzo e alla fine il terzetto ha parlato direttamente con il parroco. La reazione del religioso è stata immediata: prima ha lasciato San Paolo e poi si è dimesso dall’incarico di parroco.

«Il vescovo Pierantonio è consapevole che il bene delle persone va sempre rigorosamente salvaguardato» sono le parole del messaggio della Curia bresciana.

L’addio

«Lo smarrimento che questa decisione (vale dire le dimissioni del prete, ndr) provoca in tutti voi fedeli è comprensibile» ha scritto il vescovo Tremolada nella lettera inviata ai fedeli di San Paolo aggiungendo che «il parroco ha rimesso il mandato per poter proseguire con più libertà il suo cammino personale».

Ad oggi la famiglia del ragazzino che ha raccontato delle presunte attenzioni del sacerdote non ha ancora sporto denuncia, ma gli inquirenti non escludono che, con tutte le tutele del caso essendo minorenne e quindi in audizione protetta alla presenza di uno psicologo, il ragazzino possa essere ascoltato.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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